Nonostante l'alleato Silvio Berlusconi si sia sempre detto contrario sia all'uscita dall'Euro, sia al mancato rispetto dei parametri di Maastricht e del cosiddetto Fiscal Compact, nel programma elettorale di Matteo Salvini, pubblicato ieri sera sul sito salvinipremier.it, nei punti programmatici relativi all'Europa compaiono ben in evidenza sia l'uscita concordata dall'Euro che la revisione di tutti i trattati europei e l'abolizione di Shengen. A pagina 9, il capitolo Europa prevede il ritorno allo stato "pre-Maastricht" e bolla l'Euro come "la principale causa" del declino economico italiano.

L’Italia non può uscire dall’Europa. L’Italia appartiene al continente europeo per sua stessa natura geografica e, anzi, la sua posizione è assolutamente strategica all’interno del bacino del Mediterraneo. Altra cosa è invece l’Unione Europea. Ossia un gigantesco ente sovranazionale, privo di una vera legittimazione democratica e strutturato attraverso una tentacolare struttura burocratica che detta l’agenda ai nostri Governi anche a scapito della tutela fisica ed economica dei cittadini dei singoli Stati membri.

Noi vogliamo restare all’interno dell’Unione Europea solo a condizione di ridiscutere tutti i Trattati che pongono vincoli all’esercizio della nostra piena e legittima sovranità, tornando di fatto alla Comunità Economia Europea precedente al Trattato di Maastrich.

L’euro è la principale causa del nostro declino economico, una moneta disegnata su misura per Germania e multinazionali e contraria alla necessità dell’Italia e della piccola impresa. Abbiamo sempre cercato partner in Europa per avviare un percorso condiviso di uscita concordata. Continueremo a farlo e, nel frattempo, faremo ogni cosa per essere preparati e in sicurezza in modo da gestire da un punto di forza le nostre autonome richieste per un recupero di sovranità.

"Salvini ha cambiato idea sull'uscita dall'Euro, ha capito che è pericoloso", dichiarava Berlusconi solo poche settimane fa, prima di ufficializzare la coalizione di governo. Nonostante queste affermazioni, il programma Europa della Lega appare molto chiaro e assolutamente divergente rispetto a quanto presente nel programma condiviso di coalizione firmato dai tre leader di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, nonché assolutamente divergente rispetto alle idee e aspettative di Silvio Berlusconi.

"Il nostro modello di sviluppo parte dal recupero della domanda interna, contrastando l’idea tedesca di cercare la competitività pagando sempre meno i lavoratori, azzerando i diritti con il jobs act, riforme Hartz, o importando milioni di lavoratori disposti ad accontentarsi un salario sempre minore", prosegue il programma di Salvini.

Per quanto riguarda la revisione dei trattati europei, il programma della Lega evidenzia la necessità di ritornare "quantomeno allo status pre-Maastricht, ovvero a una forma di libera e pacifica cooperazione tra Stati di natura prettamente economica; è indispensabile una profonda correzione del funzionamento del mercato interno, tesa a: debellare i fenomeni di dumping interno all’Unione; abolire le norme aliene alle diverse tradizioni giuridiche degli Stati membri; arrestare l’eccesso di omologazione, che uccide le biodiversità e favorisce unicamente le produzioni su scala multinazionale". Il tutto, tradotto, significa che la permanenza nell'Unione europea sarebbe vincolata alla revisione dei parametri economici e di bilancio che vincolano il deficit e la spesa, praticamente un'utopia.

Recupero delle seguenti sovranità:

a) sovranità monetaria ed economica

• Competenza esclusiva sulla politica commerciale.

b) sovranità territoriale

• Principio di libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali.

• Politica estera comune ossia del SEAE.

• Ripristino del pieno controllo di ciascuno Stato sulle proprie frontiere, ossia abrogazione di Schengen e del regolamento di Dublino.

c) sovranità legislativa

• Supremazia del diritto degli Stati membri su quello dell’Unione.

• Corte di Giustizia dell’UE.

• Personalità giuridica dell’UE, ossia del potere di concludere accordi internazionali a nome degli Stati membri.

d) ripristino della sussidiarietà

• Riportare all’esclusiva competenza degli Stati membri la maggior parte delle competenze concorrenti e tutte le competenze di sostegno.

• Accrescere il potere di controllo dell’applicazione del principio di sussidiarietà e proporzionalità in capo ai parlamenti nazionali e alle Regioni.