Quella su Matteo Salvini e la mascherina è una storia infinita. Dopo essere spesso finito al centro delle polemiche per non aver indossato il dispositivo di protezione, ieri il leader della Lega aveva fatto dietrofront. Aveva cambiato idea sull'utilità della mascherina, ribadendo che al chiuso questa andasse messa e raccomandando ai giovani di "usare la testa", indossarla e ascoltare la comunità scientifica. Dalla fine del lockdown, da quando il Paese è stato costretto a riprendere tutte le attività economiche nonostante l'emergenza coronavirus non se ne fosse affatto andata, per proteggere noi stessi e gli altri, evitando così una nuova impennata nei contagi, è fondamentale rispettare alcune regole: portare la mascherina, rispettare le distanze di sicurezza e igienizzare spesso le mani. Se Salvini, troppo spesso fotografato noncurante di queste misure, ha deciso di invertire la rotta, questa non può che essere una buona notizia. Perché dall'osservanza di queste norme da parte di ogni cittadino dipende l'evoluzione dell'epidemia nel nostro Paese. Ma se l'ex ministro dell'Interno afferma di averle sempre rispettate, allora siamo di fronte all'ennesima retorica propagandista fatta, in ultima istanza, di bugie.

Intervenendo alla trasmissione radiofonica ‘Non stop news' di Rtl 102.5, oggi il leader leghista è tornato a ribadire l'importanza di indossare la mascherina: "È quello che ho sempre fatto, nei luoghi chiusi bisogna usare la mascherina", ha affermato Salvini. La stessa persona che lo scorso 27 luglio, appena una settimana fa, si è rifiutato di metterla mentre assisteva a un convegno in un aula del Senato. Pur essendo in uno spazio chiuso e venendo più volte richiamato proprio per il fatto di non coprire naso e bocca, in un video circolato sui media si vede il senatore dire, ridendo, di non voler indossare la mascherina. E anche quando un funzionario di Palazzo Madama si è avvicinato per porgergliene una, Salvini si è rifiutato riponendola in tasca. Dove la mascherina è ovviamente inutile.

Salvini in Senato al convegno sul Covid–19 lo scorso 27 luglio.
in foto: Salvini in Senato al convegno sul Covid–19 lo scorso 27 luglio.

E quando oggi l'ex ministro ha chiesto ai giovani di usare la testa, ha contraddetto quanto fatto nemmeno ventiquattro ore prima. Ieri Salvini ha chiamato un ragazzino a parlare di scuola sul palco del Carroccio, durante la consueta festa del partito a Cervia, e lo ha invitato ad abbassare la mascherina senza problemi una volta che questi ha preso in mano il microfono. Ma non ha alcun senso chiedere ai giovani di ascoltare le raccomandazioni della scienza, per poi dire loro che va bene ed è legittimo fare totalmente il contrario.

Salvini sul palco della Lega a Cervia.
in foto: Salvini sul palco della Lega a Cervia.

Ma non è l'unica bugia che ha detto Salvini. A quanto affermato oggi, il leader della Lega avrebbe sempre rispettato anche le distanze di sicurezza. "All'aperto se si rispettano le distanze si può vivere, sorridere, respirare, avvicinarsi ad un altro essere umano", ha detto alla radio. Un'altra falsità. Dalla manifestazione del 2 giugno organizzata dal centrodestra a Roma, pressoché a ogni evento pubblico Salvini si è immerso nella folla, scattando foto con la mascherina abbassata a pochi centimetri dalle altre persone. Ha baciato i sostenitori della Lega, anche i più anziani, stretto la mano a chiunque e preso innumerevoli telefoni per scattare una miriade di selfie.

Salvini in mezzo ai manifestanti: pur non rispettando la distanza di un metro, abbassa la mascherina.
in foto: Salvini in mezzo ai manifestanti: pur non rispettando la distanza di un metro, abbassa la mascherina.

Oggi Matteo Salvini è a un comizio a Sesto San Giovanni. Come al solito, alla fine del suo intervento si è intrattenuto con i sostenitori della Lega per scattare fotografie e scambiare abbracci. "Mettete la mascherina se no ci arrestano tutti", scherza il leader della Lega sorridendo agli obiettivi. E alla fine, la propria mascherina, un dispositivo di protezione che deve essere strettamente personale se vuole essere efficace, la regala ad una fan.

Un'altra dimostrazione del fatto che le parole di Salvini sul coronavirus non sono altro che una ricorsa ai consensi. Resosi conto del fatto che la retorica anti-scientifica dell'emergenza finita fatichi a radicarsi nell'opinione pubblica, ancora troppo scossa dai mesi di lockdown per dimenticarsene, il leader della Lega ha deciso di passare oltre i discorsi sul Paese uscito da ogni pericolo e tenuto sotto scacco da un governo tiranno, per mostrarsi come una figura seria e rispettosa delle regole. Ovviamente in questa trasformazione c'era anche bisogno di trovare un nuovo capro espriatorio. Ed ecco che si torna a parlare dell'invasione dei migranti, adattandola però all'emergenza (che fino a qualche giorno fa definiva inesistente), e avvisando tutto il Paese dei pericoli degli untori neri che arrivano dal Mediterraneo.