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Salario minimo, Cnel boccia proposta Pd-M5s, Conte: “Delitto perfetto, con Schlein prosegue lotta”

Il leader del M5s Giuseppe Conte commenta l’ok del Cnel al documento finale su lavoro povero e salario minimo: “Meloni ha rimandato la palla al Cnel di Brunetta e oggi si compie il delitto perfetto”.
A cura di Annalisa Cangemi
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L'approvazione del documento finale del Cnel sul lavoro povero e sul salario minimo, di fatto boccia la proposta sul salario minimo legale a 9 euro l'ora delle opposizioni. Secondo il presidente del Cnel, Renato Brunetta, bisogna puntare sul rafforzamento della contrattazione collettiva, che "è l’unica garanzia per un mercato del lavoro efficiente, equo". L'introduzione di un salario minimo per legge, secondo l'approfondimento che era stato richiesto al Cnel dalla presidente del Consiglio Meloni lo scorso agosto, non basterebbe a risolvere il problema del lavorio povero in Italia.

La reazione delle opposizioni non si è fatta attendere: "Il presidente Meloni ama ripetere che ci mette la faccia, ma lo fa quando si tratta di fare qualche passerella mediatica. Sul salario minimo la faccia non ce l'ha messa perché ha rimandato la palla al Cnel di Brunetta e oggi si compie il delitto perfetto", ha commentato il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, parlando con i cronisti di fronte palazzo Montecitorio.

"Il Cnel di Brunetta, come era immaginabile – continua -, ha fatto da sponda e addirittura rinvia la questione alla contrattazione collettiva. Non leggono le sentenze della Cassazione. Poco tempo fa, infatti, due belle sentenze della Cassazione hanno chiarito che la contrattazione collettiva è necessaria ma non sufficiente, e c'è necessità di introdurre un salario minimo legale per attuare il principio costituzionale della giusta retribuzione".

"Noi non demorderemo, le forze di maggioranza hanno già preannunciato un rinvio dall'aula alla commissione, vogliono fare una melina nelle spalle dei lavoratori sottopagati, tre milioni 600mila lavoratrici e lavoratori che lavorano senza portare a casa una paga dignitosa per poter vivere. Contrasteremo in tutti i modi questo disegno scellerato: salario minimo legale subito, con noi c'è la forza dei cittadini e sono già centinaia di migliaia quelli che hanno sottoscritto la petizione per far sentire la loro voce", ha sottolineato Conte.

"Con la segretaria Schlein abbiamo già concordato, dato che questa è una proposta unitaria e c'è stata la raccolta delle firme, e continueremo sicuramente questa battaglia all'interno delle aule parlamentari perché su questo punto il governo non può tergiversare", ha aggiunto l'ex premier. "Anche il fatto che passino dei mesi con persone sottopagate è un'indecenza. Quindi non solo bisogna approvare e attuare questa proposta di legge, ma bisogna farlo al più presto".

"Il tentativo della presidente Meloni di usare il Cnel per affossare la proposta di salario minimo delle opposizioni è miseramente fallito", ha commentato la segretaria Pd Elly Schlein in una nota. "L'esito delle votazioni sul documento finale sancisce una divisione così forte all'interno del Cnel da far si che le conclusioni offerte al governo ne risultino fortemente indebolite. La prossima settimana vedremo se maggioranza e governo saranno in grado di dirci finalmente quali sono le loro proposte contro la diffusione delle retribuzioni da fame che noi denunciamo, e la cui esistenza anche loro non possono più negare. Vedremo se si limiteranno a ripetere come una esausta litania le bugie di chi liquida il disegno di legge delle opposizioni senza averlo probabilmente letto".

La segretaria dem ha continuato spiegando che la proposta delle opposizioni "rafforza la contrattazione collettiva e al tempo stesso si fa carico di difendere i lavoratori e le lavoratrici più deboli sul nostro mercato del lavoro, ponendo un limite di dignità, una retribuzione minima sotto la quale non si deve mai andare, a meno di non giustificare ingiustificabili forme di sfruttamento. Aspettiamo al varco governo e maggioranza. Non ci stancheremo di incalzarli se decideranno di fuggire, ancora una volta, rimandando il disegno di legge in commissione. Abbiano il coraggio di dire ‘no' sui 9 euro l'ora che abbiamo proposto per i 3.5 milioni di lavoratrici e lavoratori poveri in Italia". 

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