Riforma legge elettorale, modifiche sul ballottaggio: Fdi e Forza Italia presentano emendamenti separati
Dopo la pausa estiva riprende il cammino della riforma della legge elettorale, il cosiddetto Melonellum o Stabilicum. La Camera a luglio ha approvato in prima lettura la riforma della legge elettorale del governo, con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti, e il testo è ora passato all'esame del Senato. Domani alle 12 scade il termine per presentare gli emendamenti al testo, oltre che per la commissione Affari costituzionali, anche per l'aula del Senato, in vista dell'arrivo della legge in assemblea, il prossimo 9 settembre. La novità delle ultime ore è che il centrodestra, anche se non in modo non unitario, depositerà delle modifiche anche sul tema legato al ballottaggio.
"Allo scopo di fornire in primo luogo a tutto il centrodestra uno strumento di riflessione, e per favorire il dibattito, ho presentato l'emendamento sulla introduzione del ballottaggio nella nuova legge elettorale secondo le linee che avevo illustrato alla Commissione Affari costituzionali del Senato e ho informato il mio gruppo e il partito di FdI", ha annunciato in una nota il senatore di Fratelli d'Italia Marcello Pera.
Era stato proprio il senatore Fdi Marcello Pera a suggerire di ripristinare questo strumento, prevedendo l'assegnazione del premio di governabilità alla coalizione che al primo turno ottiene il 48% dei voti e, se nessuno supera questa soglia, il ballottaggio fra le prime due coalizioni a condizione che tutte e due abbiano superato il 38% dei voti, non consentendo al secondo turno apparentamenti diversi dal primo.
Oltre alla proposta di modifica presentata dall'ex presidente del Senato Pera, dovrebbe esserci anche un altro emendamento, a firma di esponenti di Forza Italia.
Secondo alcune fonti azzurre consultate dall'Agi, l'emendamento che i forzisti dovrebbero presentare domani, non si limiterebbe a introdurre il doppio turno, ma abbasserebbe la soglia minima per far scattare il premio: basterebbe il 40% dei voti e non più il 42%. Se nessuna coalizione raggiungesse almeno il 40%, non ci sarebbe ballottaggio, ma si andrebbe con il proporzionale puro. In sostanza, il premio sarebbe assegnato in base alle percentuali ottenute al primo turno (70 deputati e 35 senatori). Diversamente, se due forze superassero il 40%, si andrebbe al ballottaggio. E se invece una sola coalizione raggiungesse la soglia del 40%, questa otterrebbe direttamente il premio di maggioranza, senza necessità del ballottaggio. La modifica però non piace alla Lega, da sempre contraria al doppio turno.
Resta invece confermato l'emendamento unitario del centrodestra sulle preferenze, con l'alternanza di genere dal secondo in lista e i capolista bloccati (al momento esclusi dall'obbligo di alternanza di genere, ma una riflessione sarebbe ancora in corso nel centrodestra, spiega ancora Agi).