Reintegro dei medici no-vax, via libera della Camera ma la maggioranza si spacca: decisivi i voti di Vannacci

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La Camera ha approvato una norma di Fratelli d’Italia che consente ai sanitari radiati durante la pandemia di tornare a esercitare. Il centrodestra ha rischiato di andare sotto, perché alcuni deputati di Forza Italia non hanno partecipato al voto; decisivo il sostegno del partito di Roberto Vannacci: “Il centrodestra si guardi dai traditori moderati che votano come il Pd”

I medici "no-vax" torneranno in corsia; la Camera ha approvato una norma proposta da Fratelli d'Italia che consente ai professionisti radiati durante la pandemia di chiedere il reintegro.

La maggioranza di centrodestra ha rischiato di andare sotto, perché alcuni deputati di Forza Italia hanno lasciato l'aula al momento del voto; il provvedimento è passato grazie al sostegno del partito di Roberto Vannacci. Ora il testo va al Senato, dove verrà esaminato prima dell'eventuale via libera definitivo.

Perché alcuni medici no-vax erano stati sospesi e altri radiati

Durante la pandemia il governo Draghi introdusse l'obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 per i sanitari. I medici che non rispettavano l'obbligo, salvo le esenzioni previste, venivano sospesi: non potevano lavorare né ricevere lo stipendio. Però continuavano ad essere iscritti all'Albo professionale.

Alcuni medici invece sono stati radiati, perché oltre al rifiuto del vaccino hanno diffuso informazioni o promosso cure considerate scientificamente infondate o inefficaci. La radiazione è la sanzione  disciplinare più pesante che un Ordine professionale può applicare, e comporta la cancellazione dall'Albo: chi non ne fa parte non può più esercitare la professione.

Nell'ottobre 2022, a pochi giorni dal suo insediamento, il governo Meloni ha anticipato al 1° novembre la fine dell'obbligo vaccinale per i sanitari, inizialmente prevista per il 31 dicembre: in questo modo i medici sospesi perché non vaccinati contro il Covid hanno potuto riprendere a lavorare.

Adesso Fratelli d'Italia vuole permettere anche ai professionisti radiati durante l'emergenza sanitaria di tornare in corsia. Il reintegro è previsto da un emendamento a prima firma Alice Buonguerrieri, ma interessa solo chi ha subito questa sanzione per fatti non intenzionali commessi durante la pandemia e legati, secondo le condizioni previste dal testo, alle conoscenze scientifiche ancora limitate sul Covid, alla carenza di personale o di materiali e alla minore esperienza del personale impiegato nell'emergenza.

Se la legge entrerà in vigore, questi professionisti avranno 60 giorni per chiedere la reiscrizione all'Albo. La pratica verrà gestita dalla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, lo stesso organismo che si occupa dei ricorsi contro le decisioni degli Ordini; la domanda dovrà essere esaminata e non comporterà automaticamente il ritorno al lavoro.

Se invece la radiazione è conseguenza di una condanna penale, il medico dovrà prima ottenere la riabilitazione da un tribunale, dimostrando di aver tenuto una buona condotta dopo la condanna. Chi verrà riammesso non avrà diritto a risarcimenti per il periodo in cui non ha potuto esercitare.

La maggioranza si divide sul reintegro dei medici no-vax: decisivi i voti di Vannacci

Alla Camera la maggioranza di centrodestra è andata in pezzi. Ieri, durante l'esame del disegno di legge sulle professioni sanitarie, l'Aula ha approvato l'articolo otto con 126 voti favorevoli, 113 contrari e due astenuti: in pratica, il via libera è arrivato con appena 13 voti di scarto. Fratelli d'Italia, Lega e una parte di Forza Italia si sono espressi a favore del reintegro; però alcuni deputati azzurri hanno deciso di non partecipare alla votazione.

Tra questi c'era Roberto Bagnasco: "Forza Italia questa sera ancora una volta ha votato secondo coscienza. Si è rischiato di andare sotto? Beh, voi avete fatto i conti, Forza Italia queste considerazioni non le ha fatte e ancora una volta mi sento pienamente solidale col mio partito che ha dimostrato che la libertà di coscienza viene prima di tutto”.

Sono stati determinanti gli otto deputati di Futuro Nazionale, la formazione politica guidata da Roberto Vannacci; se i futuristi avessero votato contro, la norma sarebbe stata respinta con 121 voti contrari e 118 favorevoli. Il partito del generale "salva la maggioranza di centrodestra e si scaglia contro la polizia del pensiero unico di Pd e M5S", dice il vannacciano Rossano Sasso: "Senza i nostri voti il governo Meloni sarebbe andato sotto, e su un tema molto caro a Speranza e Giuseppe Conte. Alcuni deputati del centrodestra al momento del voto sono usciti, noi siamo rimasti al nostro posto e abbiamo salvato la maggioranza su un tema che abbiamo ritenuto giusto. Siamo pronti a farlo anche su altro, nell'interesse della Nazione. Il centrodestra si guardi dai traditori moderati e che votano come il Pd".

Le proteste delle opposizioni: dal Pd al M5S, da Avs ad Azione

Le opposizioni avevano presentato degli emendamenti per cancellare la norma dal disegno di legge. "Reintegriamo questi medici che hanno disconosciuto la responsabilità che l'obbligo deontologico della loro professione imponeva loro", ha dichiarato Elena Bonetti di Azione, che ha poi sollevato dubbi su come questi professionisti si comporteranno di fronte all'utilizzo dei vaccini a mRNA nella lotta contro i tumori.

Marianna Ricciardi del M5S ha citato casi di medici che avrebbero tentato di curare tumori "con i fiori di Bach" e gravi infezioni "con la papaya fermentata". La deputata ha ricordato che i sanitari non vaccinati erano stati sospesi, mentre la radiazione era stata applicata a professionisti accusati di violazioni particolarmente gravi.

"Una ciliegina amara, anzi direi velenosa, perché è un insulto, un vero insulto a tutti quei medici", ha attaccato Devis Dori di Avs, criticando una norma che, secondo lui, rischia di equiparare i sanitari che hanno seguito le indicazioni scientifiche a quelli che hanno sostenuto posizioni contrarie ai vaccini.

"Riabilitare i medici no-vax è una scelta vergognosa, senza precedenti", ha spiegato invece Ilenia Malavasi del Pd. "Riaprire la strada alla reiscrizione all'albo per i medici radiati è un oltraggio".

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