Regione Sicilia, fra i 16 mila dipendenti non ce ne è uno esperto di Facebook

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E’ andato incredibilmente deserto il bando per la ricerca di un esperto in social media e social network varato dall’assessore alla Formazione del governo Crocetta. Ora ne è stato fatto un altro, ma per cercare questo profilo professionale all’esterno.

In Regione Sicilia ci sono 16mila impiegati, ma nessuno di loro è pratico di social media. Nessuno riesce a gestire una pagina fan su Facebook, a scrivere su Twitter, a pubblicare immagini su Instagram o Pinterest. Era uscito infatti un apposito bando tra tutti gli impiegati regionali ma nessuna risposta è stata ottenuta, come scrive oggi Il Corriere della Sera:

Quando sul sito della Regione Sicilia è comparso l’annuncio per la ricerca di una «short list» finalizzata all’assunzione di una ventina di esperti in social media e social network, «meglio se under 35», in grado di giostrarsi tra Facebook, Twitter o Pininterest con ruoli di «developer front e back end» a tanti deve essere venuto il mal di testa. E qualcuno avrà pensato a una sfilza di errori di stampa davanti a tanto sfoggio ed eccesso di britannici richiami ad ermetiche qualifiche di «senior creative director, creative project manager, public policy consultant, senior planner e producer», con l’aggiunta di un «web disegner» e un «responsabile mentoring».

Così l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra è stata costretta a farne un altro. Stavolta però l’esperto di social media si è dovuto cercare all’esterno. Non immaginava però di ricevere un mare di accuse da parte di Cisl, Cgil, Cobas-Codir e altri gruppi sindacali. A loro dire la richiesta del suddetto profilo professionale è stata “mal pubblicizzata”, come dice il segretario della Cisl nell’isola Maurizio Bernava, o addirittura “pilotata”, come insinua il segretario Cgil Michele Pagliaro, convinto che tra i 16 mila dipendenti ce ne siano diversi che sappiano svolgere quelle mansioni. “Ma abbiamo ricevuto solo una richiesta dall’interno e pure in ritardo, una sola raccomandata”, ribatte la Scilabra. Che ribatte:

Superata la campagna elettorale, andremo avanti perché il “piano” s’ha da fare. Non è colpa mia se non esistono competenze specifiche fra gli impiegati. D’altronde, tutti i programmi comunitari prevedono l’utilizzo di fondi per la comunicazione. E in Sicilia per anni sono diventati terra di conquista, occasione di “manciugghia”, di “magna magna”, come dice Crocetta. Noi abbiamo invece ridotto tutto a un milione e mezzo di euro. Per pagare una ventina di esperti. Ma per soli dodici mesi, come precisato nel bando. Senza costruire nuovi precari. E senza rivolgerci a grandi e fittizie società. Individuando solo le figure che ci servono per una prestazione d’opera. Era meglio quando vincevano le mega-società di Giacchetto? Mi attaccano perché sanno che abbiamo messo una pietra sul quel sistema».

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