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Elezioni regionali 2024

Regionali Sardegna, per Paolo Truzzu Michela Murgia era una “totalitaria”. Todde replica: “Sconcertata”

Il candidato del centrodestra per le elezioni regionali in Sardegna, Paolo Truzzu, ha detto che Michela Murgia era “un personaggio più negativo che positivo”, e l’ha definita una “totalitaria”. Dura la reazione degli altri due candidati in corsa, Todde e Soru.
A cura di Annalisa Cangemi
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Michela Murgia (Alberto Gandolfo/LaPresse)
Michela Murgia (Alberto Gandolfo/LaPresse)
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Il candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Sardegna del 25 febbraio e sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, ha definito "totalitaria" la scrittrice sarda Michela Murgia, scomparsa la scorsa estate, che proprio nella Regione si candidò presidente 10 anni fa (arrivò terza con il 10% circa delle preferenze).

"Non intitolerei mai una via a Michela Murgia, e non le dedicherei un monumento, perché mi sembra un personaggio più negativo che positivo. Nel senso che era una di quelle che voleva insegnare agli altri cosa dovevano pensare e imporgli in ogni caso il suo pensiero. Era una totalitaria, per certi punti di vista", ha dichiarato in un'intervista rilasciata a Klaus Davi nel web talk "Klauscondicio".

La reazione indignata della candidata del centrosinistra unito, la pentastellata Alessandra Todde, non si è fatta attendere. "Sono profondamente sconcertata e delusa dalle recenti dichiarazioni di Paolo Truzzu riguardo a Michela Murgia. Commenti che, non solo mancano di rispetto alla memoria di una figura che ha contribuito significativamente al dibattito culturale e sociale della nostra isola, ma denotano anche una pericolosa inclinazione a ridurre al silenzio le voci che si levano per promuovere riflessione e cambiamento".

Murgia "era una scrittrice, una intellettuale, una voce critica che con passione e dedizione ha esplorato le complessità della società sarda e italiana – ha replicato Todde – affrontando temi di rilevanza universale quali l'identità, la giustizia sociale e i diritti delle donne. Etichettarla come ‘totalitaria' per il suo impegno nel promuovere un dialogo critico e per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione è non solo ingiusto, ma anche pericolosamente fuorviante".

La diversità di pensiero e la libertà di espressione "sono pilastri fondamentali di una società democratica – ha ricordato la parlamentare del M5s -. Attaccare queste libertà, denigrando chi le ha esercitate con coraggio e integrità, mina le basi stesse su cui si fonda la nostra convivenza civile. Un monumento o una via dedicati a Michela non sarebbero solo un omaggio alla sua persona, ma un riconoscimento del suo contributo al dibattito culturale e della sua lotta per una società più giusta e inclusiva". La sua eredità, ha aggiunto, "non dovrebbe essere oggetto di attacchi politici ma, al contrario, motivo di riflessione su come possiamo lavorare insieme per una Sardegna che valorizzi la diversità di pensiero e promuova la giustizia sociale. Invito quindi il sindaco Truzzu a riconsiderare le sue parole e a riflettere sull'importanza del dialogo, del rispetto reciproco e della costruzione di una comunità che riconosce e celebra il contributo di ogni suo membro, anche di quelli con cui potrebbe non essere d'accordo". La Sardegna, ha concluso Todde "merita un futuro costruito sull'inclusione, sul rispetto e sulla comprensione reciproca".

Anche il terzo candidato in corsa alle regionali in Sardegna, Renato Soru, ha commentato le dichiarazioni di Truzzu: "Dispiace che il sindaco di Cagliari non abbia il coraggio di dichiararsi antifascista e dica che non bisogna mai essere ‘anti' ma solo a favore. E metta sullo stesso piano, qui in Italia, nella nostra storia, l'esperienza del fascismo e del comunismo".

"Il comunismo non ha portato guerre, non ha mandato cittadini nei campi concentramento, non ha firmato leggi razziali, non ha perseguitato il dissenso, chiuso il Parlamento, cancellato la democrazia nel nostro paese. Questa è stata l'esperienza del fascismo. E sulle rovine della guerra è nata la Resistenza, la Liberazione dell'Italia, la Costituzione e la Repubblica italiana immaginata proprio affinché nessun fascismo potesse tornare in Italia. Per questo credo che dovrebbe essere naturale e pacifico per chiunque voglia fare politica in Italia dichiararsi nella scia della Costituzione, nella scia della Repubblica italiana, nella scia dell'antifascismo".

"È il fascismo a essere stato totalitarista in Italia", ha sottolineato Soru, "non Michela Murgia".

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