Doveva iniziare già a giugno. La tanto attesa fase due del reddito di cittadinanza, riguardante la ricerca del lavoro da parte dei beneficiari della misura, avrà inizio in realtà proprio in queste ore. Una nuova fase della misura, voluta dal Movimento 5 Stelle e introdotta attraverso la legge di Bilancio e il decretone, che partirà con la convocazione dei beneficiari nei centri per l’impiego. Le convocazioni, in realtà, sarebbero dovute partire già a giugno, ma arriveranno solo ora, con oltre due mesi di ritardo. I beneficiari del reddito di cittadinanza considerati idonei all’occupazione dovranno firmare il Patto per il lavoro per poi essere inseriti nelle attività che serviranno proprio per aiutarli nella loro ricerca.

A confermarlo è l’Anpal che specifica comunque che i colloqui veri e propri si terranno nei centri per l’impiego solo a partire dalla prossima settimana e, nello specifico, da lunedì 9 settembre. Con i colloqui prenderanno il via anche le firme del Patto per il lavoro. I beneficiari riceveranno, a partire da oggi, una chiamata da uno dei call center dei vari centri per l’impiego o dai loro uffici. Al posto della telefonata, i beneficiari potrebbero anche ricevere una mail di conferma che servirà a provare l’avvenuta convocazione nel caso in cui la persona chiamata non si presenti all’appuntamento. Ricordiamo che nel caso in cui il beneficiario non si presenti all’appuntamento rischia di perdere l’assegno mensile.

Reddito di cittadinanza, cosa dovranno fare i beneficiari

I beneficiari del reddito di cittadinanza che dovranno firmare il Patto per il lavoro saranno 704.595, come riporta Anpal servizi sul suo portale internet. Dal momento della firma, il beneficiario dovrà collaborare con l’operatore del centro per l’impiego che si occuperà della redazione del bilancio delle competenze e proporrà tre offerte occupazionali congrue al lavoratore. L’avvio della fase due coinciderà anche con l'inizio del ‘training on the job’ dei navigator, la figura ideata proprio per assistere i beneficiari del reddito di cittadinanza e per fornire assistenza tecnica agli stessi centri per l’impiego. Il Patto per il lavoro riguarderà soprattutto i beneficiari del Sud Italia, con il 65% del totale che viene da Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. I navigator dovranno occuparsi, in media su tutto il territorio nazionale, di 236 disoccupati a testa. Un tasso ben più alto al Sud dove per ogni operatore sono previsti 379 disoccupati tra Campania e Sicilia o 377 in Calabria. Ben altre cifre al Nord, con 102 disoccupati per ogni navigator in Lombardia e Veneto.