Il Consiglio dei ministri sul Recovery plan è slittato ancora. La riunione, che era stata fissata alle 10, non è ancora iniziata e dovrebbe tenersi nel pomeriggio, anche se non è escluso che venga spostato a domani mattina. Il tempo stringe: il testo completo dovrà essere inviato all'Ue entro il 30 aprile

A Palazzo Chigi e al Mef si lavora ancora per aggiustare le tabelle mentre continuano le interlocuzioni tecniche con Bruxelles. La questione su cui cera maggiore incertezza è la proroga del Superbonus al 100% fino al 2023, su cui è forte il pressing del M5s e del Pd, ma anche di Forza Italia. Quest'ultimo spinge anche per inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza condizionalità per l'occupazione di donne e giovani.

Il rischio era che la coperta del provvedimento fosse troppo corta per includere anche il Superbonus al 110%. Al momento infatti nel Pnrr sono previste le coperture solo fino al 2022. Pare però potrebbe essere stato raggiunto un accordo: la copertura per l'estensione della misura al 2023 non verrà inserita nel Recovery plan, ma il presidente del Consiglio Mario Draghi, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, ha fatto sapere che prenderà l'impegno di garantirle in fase di elaborazione della prossima manovra di bilancio in autunno. Una garanzia che potrebbe essere offerta sia in Consiglio dei ministri che nel discorso che il presidente del Consiglio terrà alle Camere lunedì e martedì.

Ma già oggi la delegazione pentastellata, prima del Consiglio dei ministri, annuncia che "dopo settimane di lavoro, siamo contenti di constatare che nel Pnrr ci siano oltre 10 miliardi di euro per il Superbonus. Inoltre nel fondo investimenti ci sono altri 8 miliardi di euro. La delegazione del Movimento 5 stelle in Cdm chiederà garanzie nero su bianco affinché nei prossimi provvedimenti economici venga prorogato al 2023".

A sostegno del prolungamento della misura è sceso in campo anche l'ex premier Giuseppe Conte: "La transizione ecologica è una priorità sia per me che per il Movimento 5 stelle. È un'occasione imperdibile per il nostro Paese e non può essere rimandata per difetto di lungimiranza o carenza di volontà politica", ha scritto su Facebook.

"In quest’ottica, il superbonus 110% è una misura fondamentale per consentire non solo di salvaguardare il nostro Pianeta e abbattere in modo significativo le emissioni, ma anche per permettere a milioni di famiglie di risparmiare sui costi dell’energia e di rendere più sicure le proprie case sul piano antisismico. Non solo, con il superbonus si sta investendo su un patrimonio immobiliare vetusto, si stanno creando migliaia di posti di lavoro con cantieri diffusi su tutto il territorio. Ad oggi, nonostante le difficoltà create dalla pandemia, sono stati avviati già oltre 10.000 cantieri in tutta Italia per un valore superiore al miliardo di euro.La presenza del superbonus nel Piano nazionale di ripresa e resilienza è quindi essenziale", ha detto ancora l'ex premier Conte.

"Stiamo per ultimare il Pnrr, il Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che significa utilizzare oltre 200 miliardi del Recovery plan per avviare progetti di rilancio del Paese e creare nuovi posti di lavoro. Sono già previsti anche ulteriori 18 miliardi per il Superbonus 110%, più di 10 nel Pnrr e 8 nel fondo investimenti. È una misura voluta fortemente dal MoVimento 5 Stelle che va sostenuta da tutti e di cui siamo molto contenti. Inoltre, come ha detto il Ministro dell'Economia Daniele Franco, nei prossimi provvedimenti verranno stanziati i fondi per prorogare fino al 2023 il Superbonus. E oggi nel Consiglio dei Ministri chiederemo garanzie", ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

"Lavoriamo con serietà – aggiunge – lo dobbiamo a tutte quelle persone che continuano a salvare vite umane, perché ancora oggi il Covid provoca vittime e sofferenza. Davanti a noi abbiamo qualcosa di molto più grande. Abbiamo la nostra Nazione, abbiamo il nostro futuro".