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22 Aprile 2021
14:01

Recovery plan, 15,62 miliardi alla sanità e 57 alla rivoluzione verde nella bozza del Pnrr

La bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, da 191,5 miliardi, prevede un aumento delle risorse per l’istruzione, in tutto 31,9 miliardi (il 17%). Alla sanità vanno 15,62 i miliardi, che si aggiungono ai 2,39 previsti nel Fondo complementare di 30 miliardi. Bisogna considerare inoltre 1,71 mld del programma React Eu: in tutto sul piatto ci sono 19,72 miliardi per la sanità.
A cura di Annalisa Cangemi
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Questa mattina a Palazzo Chigi si è svolto l'incontro sul Recovery plan tra il presidente del Consiglio Draghi, i ministri direttamente coinvolti nel progetto e i capi delegazione dei partiti. Due gli obiettivi del principali del piano: riparare i danni economici e sociali prodotti dalla pandemia e risolvere le debolezze strutturali dell'economia italiana. Gli investimenti complessivi sono pari a 221,5 miliardi: 191,5 miliardi di euro complessivi del Recovery Plan italiano coperti dalle risorse europee del Recovery and resilience Facility (RRF) e 30 miliardi si aggiungono con il Fondo istituito dal Governo e finanziato con il deficit.

Il Piano prevede 6 missioni, che raggruppano le sedici componenti previste per gli investimenti del piano: Digitalizzazione, innovazione competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute. La fetta più grande, 57 miliardi (pari al 30%), verranno investiti in progetti afferenti alla missione "rivoluzione verde e transizione ecologica".

Investimenti per la Sanità

Nella nuova bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che dovrebbe arrivare domani in Consiglio dei ministri andranno in totale 19,72 miliardi per la sanità, che serviranno a rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure.

Ai 15,62 i miliardi stanziati per la sanità (85) si sommano 2,39 previsti nel Fondo complementare di 30 miliardi (che non prevede un obbligo di rendicontazione a Bruxelles e presenta possibilità più lunghe rispetto al 2026) e 1,71 mld del programma React Eu. Gli interventi in ambito sanitario riguardano come dicevamo l'assistenza di prossimità diffusa sul territorio e le cure primarie, come case e ospedali di comunità, assistenza domiciliare e telemedicina, aggiornamento delle strumentazioni a disposizione per diagnosi e cura e delle infrastrutture, rafforzamento dell'infrastruttura tecnologica per la raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei dati, programmi di formazione per personale medico e amministrativo, ricerca biomedica.

Nel dettaglio, secondo la bozza che Fanpage.it ha avuto modo di visionare, dei 2,39 miliardi aggiuntivi 500 milioni andranno a "Salute ambiente e clima" in sinergia e complementarietà alla componente "Assistenza di prossimità e telemedicina" della Missione "Salute" del Pnrr; 1,45 miliardi "verso un nuovo ospedale sicuro e sostenibile", 440 milioni per un "ecosistema innovativo della salute"; 500 milioni alle "iniziative di ricerca per tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario ed assistenziale".

Digitalizzazione e innovazione del sistema produttivo

Per quest'ambito sono stanziati in tutto 42,5 miliardi (22%). Le risorse sono destinate alla digitalizzazione della pubblica amministrazione; incentivi per la transizione digitale delle imprese; banda ultralarga e connessioni veloci in tutto il Paese; al sostegno alle filiere, all'internazionalizzazione e agli investimenti in tecnologie satellitari; in fine per il rilancio del turismo e della cultura, con un approccio digitale e sostenibile.

Rivoluzione verde e transizione ecologica

Ben 57 miliardi di euro sono destinati alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica, cioè il 30% delle risorse. L'obiettivo complessivo è migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico assicurando una transizione equa e inclusiva. Le azioni principali riguardano investimenti e riforme per l'economia circolare e la gestione dei rifiuti; fonti di energia rinnovabile, con la semplificazione delle procedure di autorizzazione, potenziamento della capacità delle reti elettriche, efficientamento energetico degli edifici privati e pubblici; contrasto del dissesto idrogeologico; investimenti nelle infrastrutture idriche e nell'idrogeno.

Infrastrutture per la mobilità sostenibile

Per quest'ambito sono stanziati 25,3 miliardi, pari al 13% del totale. L'obiettivo è uno sviluppo razionale di una infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile, che copra tutte le aree del Paese. Le azioni da mettere in campo sono trasporti ferroviari ad alta velocità; introduzione dello European Rail Transport Management System; modernizzazione e potenziamento delle linee ferroviarie regionali; creazione dello sportello unico doganale e digitalizzazione della catena logistica.

istruzione e ricerca con 31,9 miliardi, pari al 17%; inclusione e coesione con 19,1 miliardi, pari al 10%; salute con 15,6 miliardi, pari all'8%.

Istruzione e ricerca

Nell'ultima bozza aumentano le risorse per l'istruzione e la ricerca. Nel precedente Pnrr, del valore complessivo di 210,9 mld, le risorse per l'istruzione ammontavano a 26,66 miliardi. Nella nuova bozza all'istruzione vanno invece 31,9 miliardi (il 17%), di cui 24,1 miliardi per nuovi progetti e 7,7 miliardi per progetti in essere.

L'obiettivo complessivo è quello di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e Stem (Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), la ricerca e il trasferimento tecnologico. Le azioni riguardano asili nido, materne e servizi di educazione e cura per la prima infanzia; scuole 4.0, scuole moderne cablate e orientate all'innovazione; risanamento strutturale degli edifici scolastici; sviluppo e rafforzamento dell'istruzione professionalizzante.

Inclusione e coesione

L'ultima voce riguarda l'inclusione e la coesione a cui vanno 19,1 miliardi, il 10% del totale. L'obiettivo è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro e rafforzare le politiche attive del lavoro. Le azioni riguardano lo sviluppo dei centri per l'impiego, il sostegno all'imprenditorialità femminile, potenziamento dei servizi sociali, interventi per le vulnerabilità, rigenerazione urbana.

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