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Prof che insegnano nelle scuole paritarie discriminati, interviene Corte di Giustizia Ue: cosa succede

Il Tribunale di Padova ha dato ragione agli insegnanti delle scuole paritarie, che da anni subiscono un trattamento discriminatorio: nel momento in cui prendono servizio nelle scuole statali non viene riconosciuto loro il periodo trascorso nelle scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera, con ripercussioni sulla loro retribuzione.
A cura di Annalisa Cangemi
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La Corte di Giustizia dell'Ue è chiamata a esprimersi sul servizio svolto nelle scuole paritarie da parte di un professore, per capire se possa o meno essere conteggiato ai fini della ricostruzione della carriera. Il caso è stato sollevato dl Giudice del Lavoro del Tribunale di Padova, che ha esaminato la vicenda di un insegnante che, una volta assunto a tempo indeterminato nella scuola statale, è stato inquadrato nella fascia retributiva con zero anni di anzianità, nonostante in precedenza avesse lavorato in un istituto paritario della zona, per un periodo di 5 anni. Secondo il sindacato Anief i docenti delle scuole paritarie vengono discriminati, in quanto fino ad ora non viene tenuto conto del servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.

Secondo il tribunale di Padova "Risulta pacifico che non sussiste alcuna differenza tra le funzioni, la formazione, i servizi e gli obblighi professionali di un insegnante a tempo indeterminato della scuola statale e quelli di un insegnante a tempo determinato della scuola paritaria".

"Dopo l'ordinanza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, ottenuta il 18 maggio dello scorso anno dagli avvocati dell'Anief Ganci, Miceli, Rinaldi e Zampieri, che ha costretto il Governo italiano a riconoscere la c.d. "carta elettronica" anche ai supplenti annuali, l'ufficio legale dell'Anief ottiene una nuova clamorosa remissione alla Corte di Giustizia, riguardante stavolta la natura discriminatoria del mancato computo del servizio svolto nelle scuole paritarie in sede di ricostruzione della carriera", ha fatto sapere in una nota l'Anief.

"La remissione ottenuta dai legali dell'Anief riveste una particolare rilevanza in quanto interviene dopo che la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale avevano avallato il mancato computo del servizio di insegnamento nelle scuole paritarie, nonostante l'identità del piano dell'offerta formativa, dei titoli di studio rilasciati e della natura del servizio espletato, e ciò per l'assenza di un preciso adeguamento del legislatore dopo la norma approvata nel 2000 sul servizio nazionale di istruzione".

Il riferimento è all'articolo 485 del decreto legislativo 297 del 1994, che riconosce, ai fini della carriera, il servizio prestato nelle scuole "parificate e pareggiate", confluite nelle scuole paritarie dopo l’approvazione della legge 62 del 2000. Il punto però è che, spiega l'Avvenire, l'articolo 485 non è stato aggiornato, e non contiene la parola "paritarie": questo impedisce il riconoscimento di questo diritto a decine di migliaia di insegnanti precari, oltre trecentomila lavoratori.

La discriminazione riguarda anche aspetti economici: non riconoscendo ai docenti i periodi trascorsi nelle scuole paritarie lo Stato oltre 2 miliardi e mezzo di euro, cifra che deriva dal mancato adeguamento degli stipendi di coloro che passavano dalla scuola paritaria a quella statale.

Se la Corte di Giustizia europea dovesse pronunciarsi a favore di questi insegnanti, anche il legislatore italiano dovrebbe allinearsi: fino ad ora è stata rispettata l'indicazione contenuta nelle sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale che invece non hanno riconosciuto il servizio di insegnamento nelle scuole paritarie ai fini della carriera.

"Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, l'Anief non si è arresa e ha continuato la sua azione sia in sede parlamentare, chiedendo specifiche modifiche all'ultimo decreto-legge salva-infrazioni, sia in sede giudiziaria, intervenendo in tutte le cause proposte dai docenti della Scuola Paritaria volte ad ottenere il computo dell'insegnamento espletato con contratti a termine nelle Scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera. L'azione dell'Anief è stata ancora una volta ripagata dai Giudici, in quanto il Tribunale di Padova, con ordinanza pubblicata nel mese di agosto, ha finalmente accolto l'istanza di remissione alla Corte di Giustizia Europea in ordine al contrasto con la normativa eurounitaria del mancato computo del servizio espletato nelle scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera. In attesa della prossima decisione della Corte di Giustizia Europea, Anief mette a disposizione il modello gratuito di diffida ai propri iscritti per interrompere la prescrizione e ricorda come sia possibile pre-aderire gratuitamente ai ricorsi per richiedere la piena valorizzazione del servizio prestato nelle scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera". 

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