L’accordo sulla prescrizione tra Pd, Movimento 5 Stelle e Leu, ma senza Italia Viva, può mettere a rischio la tenuta della maggioranza. L’ipotesi di un appoggio esterno al governo da parte dei renziani è stata in parte allontanata, ma le distanze rimangono. Anche se per Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato, la tenuta della maggioranza non è a rischio. Intervistato da Fanpage.it, Marcucci ribadisce la sua volontà di lavorare “affinché la maggioranza resti coesa fino al 2023”, tentando di scongiurare una crisi. Sulla prescrizione ci sono stati passi in avanti, per il capogruppo dem al Senato, anche se l’accordo “non è perfetto”, pur essendo “migliorabile”. Se, da una parte, Marcucci accusa Renzi di commettere un errore quando “attacca pesantemente il Pd”, allo stesso tempo chiede al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di “correggere il tiro di qualche sua dichiarazione”. Il capogruppo del Pd al Senato conclude lanciando un chiaro messaggio a Matteo Renzi e a Italia Viva: “Mettere a rischio la coesione politica di questa maggioranza sarebbe un errore imperdonabile”.

Sulla prescrizione è stato raggiunto un compromesso soddisfacente?

Se il punto di partenza è, come deve essere, la legge di Bonafede, approvata con l'appoggio di Salvini, la mia risposta è netta: sì, ci sono punti in avanti, perché per gli assolti in primo e secondo grado la prescrizione potrà andare avanti.

Dire sì al lodo Conte non configura un passo indietro del Pd rispetto alle sue posizioni iniziali?

Non esistono accordi perfetti in un governo di coalizione. E chiaramente il lodo Conte non è perfetto. Se si accetta il dialogo e il confronto, nel quadro di un sostegno al governo, però tutto è migliorabile. Ecco, il lodo Conte ha ancora tanti passi da espletare, passi in cui secondo me le distanze si possono e devono ridurre.

Conte chiede di prendere decisioni ed evitare nuovi rinvii: il suo appello basterà a smuovere Italia Viva?

Il presidente del Consiglio intanto deve forse correggere il tiro di qualche sua dichiarazione. Mettere il garantismo ed il giustizialismo sullo stesso piatto a me non va bene. Io rivendico fieramente il mio garantismo.

È davvero in gioco la tenuta del governo?

Credo e spero di no. Se il tema è migliorare la legge Bonafede-Salvini il governo non corre alcun rischio e i testi sono migliorabili. Se, invece, attraverso la prescrizione si vogliono fare altre battaglie e ottenere altri risultati, allora non sono in grado di rispondere.

Secondo lei c’è davvero il rischio che cada il governo sulla prescrizione?

Ad agosto ho lavorato per farlo questo governo ed ero consapevole in tutto e per tutto dei rischi, delle difficoltà e delle grandi differenze tra i partner di governo. Vorrà dire che ora lavorerò affinché la maggioranza resti coesa fino al 2023. Comunque, io resto un umile sostenitore di questa maggioranza.

È realistica l’ipotesi di un appoggio esterno di Iv all’esecutivo? E quanto ne risentirebbe la maggioranza?

Credo che non sia realistica, anche ascoltando le parole di Matteo Renzi. Evidentemente per le cose che le ho detto, io sono tra coloro che non se la augura.

Se Italia Viva dovesse rimanere sulle sue posizioni, come farà il governo a passare il test del Senato sulla prescrizione? Ci si sta già muovendo per trovare altrove i voti mancanti?

Lo vedremo nei prossimi giorni, ripeto che ci sono tutte le condizioni per riaprire il confronto sul tema.

Giudica la posizione di Renzi e di Italia Viva un errore?

È un errore attaccare pesantemente il Pd come si è fatto in queste ore. Dire che al citofono del Nazareno c'è scritto Travaglio è una banalizzazione insopportabile. Comunque vorrei rassicurare tutti, sul mio citofono non c'è scritto Travaglio.

Ha ragione Renzi quando dice che il Pd sta inseguendo il Movimento 5 Stelle su alcuni temi come quello della prescrizione?

Ha torto, su un tema così delicato bisognerebbe approfondire più i testi e non lasciarsi andare a battute provocatorie e a slogan. Mettere a rischio la coesione politica di questa maggioranza poi sarebbe un errore imperdonabile.