Pd, Movimento 5 Stelle e Leu hanno trovato l’accordo sul lodo Conte Bis in tema di prescrizione. Ma Italia Viva non ci sta e spacca la maggioranza. A riferirlo è il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che fa sapere che il vertice di maggioranza di questa sera ha visto la contrarietà sul tema da parte del partito di Matteo Renzi. Sempre il ministro della Giustizia fa sapere che è probabile che venga convocato lunedì un Consiglio dei ministri per approvare la riforma del processo penale, che include al suo interno anche l’accordo sulla prescrizione trovato da tre forze di maggioranza su quattro. Il vertice di Palazzo Chigi è durato circa un’ora e mezza.

Bonafede attacca Italia Viva: “Ognuno si assumerà le sue responsabilità”, dice riferendosi a ciò che succederà in Aula senza i voti dei renziani. “Nella maggioranza viene un momento in cui si deve anche accettare che ci sono tre forze su quattro che hanno trovato un accordo, per questo non ho condivido e compreso i toni dei giorni scorsi. Non si tratta di far valere un diritto di veto perché è chiaro che così non si può governare”, prosegue. Attacca anche il Pd con Walter Verini, responsabile Giustizia del partito: “Iv è rimasta incomprensibilmente ferma e rigida nelle sue posizioni sulla prescrizione. Non c’è stata una contestazione nel merito: loro hanno detto prendere o lasciare, noi invece abbiamo ritenuto responsabilmente di dire sì a una soluzione accettabile, al di là delle manovre dei partiti per finalità poco chiare”.

Da parte mia non è mai stato preso preso in considerazione” il lodo Annibali, deputata di Iv, sottolinea ancora il ministro della Giustizia. Poi il Guardasigilli conclude: “Stiamo parlando di una riforma che abbrevia i tempi del processo. In questi giorni ho ascoltato davvero di tutto con umiltà e attenzione, però credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che i tempi del processo devono essere abbreviati. Considerando che la riforma della prescrizione avrà effetti, anche nella versione del lodo Conte bis, tra due-tre anni, abbiamo tutto il tempo di riformare il processo penale, finalmente. Perché anche gli italiani sono stufi di discussioni create ad arte per distrarre”.

Fonti di Palazzo Chigi rimarcano il ruolo del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si sarebbe “speso per trovare un punto ancora più avanzato di mediazione rispetto al cosiddetto lodo Conte, pervenendo a formulare una nuova proposta efficace sul piano tecnico giuridico e utile a contemperare due distinti interessi: da una parte evitare la denegata giustizia che ha comportato che i processi si concludessero senza una sentenza di merito, di assoluzione o di condanna; dall’altro l’interesse alla durata ragionevole del processo, costituzionalmente garantita”.