Il ministro Mauro: “La Cavour non venderà armi all’estero”
Il ministro della Difesa Mario Mauro è intervenuto a proposito della portaerei italiana Cavour, che è salpata alla volta di 18 paesi africani portando con sé le eccellenze del made in Italy. Tra pasta, mozzarelle e altri oggetti, tuttavia, ci saranno anche elicotteri da guerra, missili, munizioni e sistemi di difesa radar. Il caso era stato sollevato qualche giorno fa dai deputati di Sel, che avevano presentato una interrogazione al ministro, denunciando "l'utilizzo della portaerei Cavour come spazio espositivo itinerante per la mostra dei propri prodotti da parte di alcune aziende italiane tra le quali: la Beretta, gruppo Ferretti, Blackshape, Ferrero, Federlegno Arredo, Elettronica, Intermarine, Mermec Group, Pirelli e Finmeccanica”.
Ebbene, il ministro della difesa ha risposto, spiegando alla Camera che lo scopo della missione non è di "vendere sistemi d'arma italiani all'estero". Tali operazioni, ha sottolineato il ministro, "avvengono sempre nel rispetto delle convenzioni internazionali, e in particolare del trattato Onu sul commercio delle armi, recepito nelle scorse settimane dal Parlamento". "Esprimo la mia piena disponibilità al Parlamento – ha sottolineato Mauro – a rispondere nei tempi, nei modi e nei luoghi ritenuti più idonei. Ma voglio fare un accenno alla vicenda per fugare ogni dubbio in maniera inequivocabile": Mauro ha quindi spiegato che lo scopo non è affatto quello di vendere armi all'estero. Ma la domanda quindi è: che ci fanno missili, elicotteri da guerra, munizioni e fucili su quella nave?
Il ministro della Difesa ha successivamente affrontato il tema della presenza italiana in Afghanistan, ricordando che entro la fine dell'anno rietreranno altri 486 militari: "Alla fine del 2014, quando si concluderà la missione Isaf, rimarranno al massimo 800 unità" ha spiegato Mauro, "perché abbiamo compiti di comando di una intera regione" e anche "ingenti mezzi e dobbiamo garantire la sicurezza della logistica". "Nel processo di transizione in Afghanistan – ha aggiunto il ministro – si è ormai nel pieno della quinta e ultima fase conclusiva della missione Isaf, secondo le modalità decise e approvate. Già oggi circa l'87% persone vive in aree dove la responsabilità è affidata alle autorità locali".
Le spiegazioni fornite dal ministro non hanno tuttavia convinto Sel: "Le nostre ‘eccellenze militari' faranno bella mostra di sé in paesi dove sono in vigore regimi autoritari, e in alcuni di questi sono in corso conflitti armati – ha affermato il capogruppo in Commissione Esteri Arturo Scotto -. L'impegno dell'Italia dovrebbe invece andare nella direzione della pace e della diplomazia, e non privilegiare l'industria militare come strumento di politica estera. Le parole del Ministro Mauro non hanno convinto nessuno – ha attaccato Scotto -. Né noi né il Parlamento. Sulla portaerei Cavour (il ministro, ndr) ha rimandato a risposte future e ha aggiunto che l'Italia non farà il tour dell'Africa per vendere armi. Certo, non direttamente. Ma, la pubblicità dei prodotti militari cosa produce?".