Polemiche su ius soli, Letta: “Ci metterò più carica per farlo approvare”. FI: “Non passerà mai”
Il leader del Pd Enrico Letta ha incontrato questa mattina il presidente del Consiglio, Mario Draghi. L'incontro era stato programmato all'indomani dell'elezione del neo segretario dem. In quello che è stato giudicato un incontro cordiale e positivo Draghi e Letta hanno affrontato questioni come il futuro dell'Europa, il piano vaccinale e le politiche di rilancio post epidemia. E hanno discusso anche del rapporto tra governo e partiti della maggioranza.
Il neo segretario del Partito Democratico, intervistato oggi da Repubblica tv, è tornato a parlare delle proposte e delle priorità, su cui si era già soffermato durante il suo intervento in assemblea, come la questione dello ius soli o del voto esteso ai 16enni: "Ci sono tanti giovani che non hanno un colore della pelle ariano, che ti parlano in livornese o in altri dialetti. Il tema dello ius soli è sempre stato uno dei punti forti della nostra identità e del nostro impegno e lo sarà anche per me. Io continuerò su questo e ci metterò sempre più impegno e più carica", lasciando intendere che il tema sollevato non sarà soltanto un annuncio, da lasciar cadere nel vuoto.
Sul punto arriva durissima la risposta di Forza Italia: "Vedo che Letta insiste sullo Ius Soli. Ci sono molti modi per logorare un quadro politico. Uno di questi è insistere su proposte sbagliate", ha dichiarato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Regalare la cittadinanza è una scelta che l'Italia non si può permettere. Semmai le leggi in vigore andrebbero rivisitate per renderle più restrittive per collegare a verifiche più serie la concessione della cittadinanza. Avevamo detto a Enrico di ‘stare sereno'. Invece è irrequieto. Del resto, come diceva un noto regista, deve pur dire qualcosa di sinistra per farsi prendere sul serio dai suoi. Enrico Letta su questa strada andrà a sbattere contro un muro. Lo Ius Soli non passerà mai".
Letta rilancia voto ai 16enni
"Sul voto ai 16enni sono stato sbeffeggiato. Mi hanno detto, li conosci i 16enni? Oltre l'Ipad non vanno. Ma il tema di fondo è, qual è il meccanismo che si mette in campo nel momento in cui dai il voto ai 16enni? Obblighi i ragazzi a porsi un problema, informarsi, si sentono protagonisti e alla fine dai un fortissimo messaggio a loro, quello che la politica si interessa di loro", ha detto ancora Letta a Repubblica Tv.
"Ho vissuto questo anno di pandemia da privato cittadino, spaventato, responsabile, ora posso dire che la prima cosa da fare è lavorare per un partito che ha l'ambizione di essere per il paese il partito guida per il futuro e per questo non può avere una minoranza di giovani che lo votano, vuol dire che non hai futuro", ha ribadito nel corso della presentazione del libro "Che fine hanno fatto i bambini? Cronache di un paese che non guarda al futuro", di Annalisa Cuzzocrea.
"In questi sette anni la mia spina nel fianco è stata la sequenza di incontri e domande di studenti che erano andati via dall'Italia – ha aggiunto -. È una perdita per il paese secca, noi abbiamo, come sistema pubblico, investito in questi ragazzi, e la cosa impressionante è che all'estero hanno un enorme successo".
La proposta di sostituire i capigruppo con 2 donne
Secondo Letta i gruppi parlamentari del Pd voteranno due donne di qualità. Ieri il segretario ha annunciato di voler cambiare i vertici dei gruppi parlamentari del partito. Ora Graziano Delrio alla Camera e Andrea Marcucci al Senato dovrebbero essere sostituiti da due donne.
"C'è un tema italiano e in parte la vicenda dei capigruppo l'ho voluta gestire così perché vorrei provare ad alzare un velo su un problema italiano che esiste, quando ho posto la presenza femminile mi sono arrivate critiche dicendo che lo faccio per interesse mio e per chi sa quale gioco – ha spiegato Letta -. Sono sicuro che i gruppi sceglieranno su una base di una selezione con donne di grande qualità, c'è una questione del Pd e una questione più ampia che riguarda tutto il paese. Io faccio questa cosa ora anche perché l'anno di pandemia ha aumentato le disuguaglianze, le donne sono la parte che si è più indebolita".
"In Europa è la precondizione il fatto che ci sia un equilibrio di genere, ho fatto un conto e le posizioni di vertice sono una decina nel Pd, la squadra è tutta di maschi, tra capigruppo e ministri, la questione delle quote non e' sufficiente ma io sono a favore. I personaggi piu' interessanti della sinistra in Europa sono donne, noi dobbiamo stare dentro questa partita avendo uomini e donne".