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Pina Picierno lascia il Pd: “La casa dei riformisti non c’è più, troppi i silenzi sull’Ucraina”

La vicepresidente dell’Eurocamera Pina Picierno annuncia l’addio al Partito Democratico di Elly Schlein, criticandone lo “snaturamento” e i silenzi sull’Ucraina. L’eurodeputata non ha ancora comunicato ufficialmente a quale partito aderirà, spiegando di voler lavorare a un “nuovo soggetto politico largo”, ma fonti a lei vicine indicano un imminente passaggio al Pde e al gruppo Renew Europe.

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"La casa dei riformisti non c'è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi". Con queste parole, affidate a un'intervista al quotidiano Il Foglio, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha motivato la sua decisione di lasciare il Partito Democratico guidato da Elly Schlein. Una scelta che, secondo fonti vicine all'eurodeputata, la porterà ad aderire al Partito Democratico Europeo e al gruppo di Renew Europe all'Eurocamera.

"Il Pd ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili"

Nell'intervista, Picierno ha spiegato che il Partito Democratico attuale, sotto la guida di Elly Schlein, sarebbe diventato un luogo profondamente diverso da quello fondato al Lingotto, il cui obiettivo originario sarebbe stato quello di conciliare le aspirazioni socialiste con quelle liberali. L'esponente politica ha denunciato quello che a suo avviso sarebbe uno snaturamento del progetto iniziale, consumatosi senza la possibilità di affrontare una "reale discussione all'interno di un congresso". Secondo la sua ricostruzione, il partito avrebbe progressivamente rinunciato a "misurarsi con la complessità del governo per rincorrere il linguaggio e le posizioni del populismo". In questo contesto, il PD si sarebbe adattato all'influenza esercitata dal Movimento 5 Stelle, una forza politica che, secondo l'eurodeputata, sarebbe passata "dalla logica dell'uno vale uno alla normalizzazione dell'antipolitica".

"Guardo con stupore ai distinguo e ai silenzi sull'Ucraina"

Un nodo cruciale della frattura riguarderebbe la politica estera e la difesa delle democrazie europee. Secondo Picierno, infatti, l'approccio alla guerra in Ucraina rappresenterebbe il vero "punto politico decisivo del nostro tempo", motivo per cui l'eurodeputata ha espresso forte critica verso i silenzi e i "distinguo" che avrebbero caratterizzato il dibattito nostrano. A questa profonda distanza ideale si sommerebbe una contestazione legata alla sua sicurezza personale. Costretta a vivere sotto tutela a causa delle minacce ricevute per la sua ferma opposizione al regime russo, Picierno avrebbe riscontrato una totale mancanza di solidarietà da parte dei vertici del Nazareno. L'esponente politica ha infatti denunciato un grave isolamento e presunte pressioni interne volte a "silenziare" la sua vicenda pur di non urtare interlocutori strategici come il Movimento 5 Stelle, sacrificando in questo modo, a suo dire, la stessa credibilità atlantista, europeista e antifascista del Partito Democratico.

"Serve un nuovo soggetto politico largo, che nasca per unire"

Per quanto riguarda le prospettive future, Picierno ha precisato che non vi sarebbe da parte sua l'intenzione di fondare "l'ennesimo piccolo partito centrista". Il suo intento esplicitato sarebbe invece quello di mettersi al servizio di un nuovo soggetto politico largo e plurale, capace di "ridare una prospettiva a quei milioni di elettori riformisti che negli ultimi anni avrebbero progressivamente abbandonato il PD per rifugiarsi nell'astensione o in altre proposte". L'obiettivo finale dichiarato dall'esponente politica sarebbe quello di ricomporre questa diaspora fuori dalle vecchie alchimie di coalizione, proponendo un riformismo coerente in grado di superare l'attuale polarizzazione tra i poli.

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