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Le riaperture del governo Draghi

Gelmini e Brunetta lasciano Forza Italia (e non saranno i soli a farlo)

Renato Brunetta e Mariastella Gelmini hanno detto addio a Forza Italia dopo quanto accaduto ieri in Senato. Il partito, hanno accusato, si sarebbe totalmente appiattito sulla destra sovranista. Ragion per cui altri moderati potrebbero decidere di uscire.
A cura di Annalisa Girardi
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Dopo l'addio di Mariastella Gelmini, anche Renato Brunetta ha annunciato l'uscita da Forza Italia. "Non sono io che lascio, ma è Forza Italia, o meglio quel che ne è rimasto, che ha lasciato se stessa e ha rinnegato la sua storia. Non votando la fiducia a Mario Draghi, il mio partito ha deviato dai valori fondanti della sua cultura". E ancora: "Sono degli irresponsabili coloro che hanno scelto di anteporre l’interesse di parte all'interesse del Paese, in un momento così grave. I vertici sempre più ristretti di Forza Italia si sono appiattiti sul peggior populismo sovranista, sacrificando un campione come Draghi, orgoglio italiano nel mondo, sull’altare del più miope opportunismo elettorale".

Brunetta ha ribadito di non essere lui ad aver cambiato posizione, ma Forza Italia ad essere cambiata. "Mi batterò ora perché la sua cultura, i suoi valori e le sue migliori energie liberali e moderate non vadano perduti e confluiscano in un’unione repubblicana, saldamente ancorata all’euroatlantismo. Perché dobbiamo contrastare la deriva di un sistema politico privo degli anticorpi per emanciparsi dal populismo e dall’estremismo, piegato a chi lavora per modificare gli equilibri geopolitici, anche indebolendo l’alleanza occidentale a sostegno dell’Ucraina".

Insomma, il ministro per la Pubblica amministrazione è sulla stessa linea di Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, che ieri ha deciso di lasciare Forza Italia dopo che il partito ha annunciato la non partecipazione al voto di fiducia sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. Una decisione, presa anche da Lega e M5s, che di fatto ha messo la parola fine all'esperienza di governo. In un'intervista con il Corriere della Sera, Gelmini ha ribadito quello che aveva già sottolineato nella nota con cui aveva comunicato l'uscita dal partito di Silvio Berlusconi, una forza politica che considera profondamente cambiata da quella che lei ha conosciuto. "Quello che è successo ieri è gravissimo. La crisi si era aperta a causa delle convulsioni del Movimento Cinque Stelle non era facile riuscire a prendersi la responsabilità di portare il Paese al voto in mezzo a una crisi senza precedenti, con l'inflazione ai massimi da quarant'anni, e una guerra. La Forza Italia che ho conosciuto in questi venticinque anni di militanza e di impegno politico, sarebbe stata dalla parte di Mario Draghi, che ha fatto un ottimo lavoro, è un convinto europeista, e che certo non è di sinistra", ha detto.

Gelmini ha quindi puntato il dito contro la Lega, accusando Forza Italia di essersi completamente appiattita sul partito di Matteo Salvini, rinunciando così alle proprie istanze. "Già dalla settimana scorsa la Lega ha cominciato a mettere paletti, fino ad arrivare a prefigurare la richiesta di sostituire un ministro come Lamorgese (che non è dei 5 Stelle!), senza che da FI si alzasse una sola voce critica. La gestione di ieri è stata la rappresentazione dell'appiattimento acritico sulla Lega ed è stato il colpo definitivo di una storia ultra ventennale di battaglie liberali, riformiste ed europeiste". E ancora: "Non potevo restare un minuto in più in un partito che non riconosco".

Secondo la ministra, Forza Italia "si è sciolta nel populismo salviniano" e il partito che lei ha conosciuto "non avrebbe avuto dubbi nello scegliere fra Draghi e le pulsioni sovraniste di Salvini, e non avrebbe permesso che il presidente Berlusconi, che ha fatto grandi cose per il Paese, e che ha pagato per questo un prezzo alto, si allineasse a questa destra". Proprio in merito a Silvio Berlusconi, Gelmini ha raccontato di aver provato a convincerlo, "ma è evidente che ha fatto la sua scelta e io ho fatto la mia".

Un argomento, quello dell'appiattimento di Forza Italia sulla destra sovranista, sottolineato ieri in Senato anche dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi. "Oggi è finita l'esperienza di Forza Italia e dei partiti moderati, FI si è accodata a Salvini e Meloni", aveva detto. Oggi, commentando l'addio di Gelmini, ha aggiunto: "Stava da 25 anni in Forza Italia, è una delle più fedeli a Berlusconi: se oggi sbatte la porta e se ne va, dà il senso d quello che è successo. Forza Italia si è consegnata a Salvini". Insomma, l'asse della coalizione di centrodestra è sempre meno al centro e sempre più a destra: un posizionamento che molti moderati potrebbero trovare scomodo e non si esclude che nelle prossime ore ci siano altre fuoriuscite dal partito di Berlusconi da parte di esponenti azzurri che non vogliono finire per essere inglobati nell'universo leghista.

Nel frattempo sono arrivate anche le reazioni da parte di Forza Italia. "Sono rimasto sorpreso dalla sua decisione. Ha ricevuto tanto da Forza Italia e da Berlusconi. È stata coordinatrice in Lombardia, capogruppo alla Camera, due volte ministra. Ha avuto tantissimo da Forza Italia, ma bisognerebbe chiedere a lei il perché di questa scelta", ha commentato il coordinatore nazionale del partito, Antonio Tajani, intervenendo a Rtl 102.5. Il numero due di Forza Italia ha anche commentato quanto accaduto ieri: "Noi abbiamo chiesto a Draghi di rimanere alla guida del governo ma senza il Movimento 5 stelle che stava combinando una serie di guasti. Non abbiamo chiesto noi a Draghi di dimettersi. Noi l'abbiamo sostenuto. È stata una sua scelta". Per poi concludere: "Siamo rimasti stupiti dalla scelta di Mario Draghi di mettere la fiducia su una risoluzione presentata dal senatore Casini. In quel momento ha scelto il Pd e non ha scelto il centro destra di governo che gli chiedeva di andare avanti con un nuovo patto".

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