Il 26 aprile è il giorno delle riaperture, individuato dal governo come data in cui far ripartire molte delle attività chiuse per mesi a causa delle restrizioni anticovid. Non è detto, però, che la risposta sia positiva. Come sta succedendo per cinema e teatri, di cui ha riaperto solo una minima parte oggi, e la tendenza non cambierà prima di metà maggio. I costi per riaprire sono alti, i protocolli per far tornare i clienti in sala stringenti, ma soprattutto l'orario del coprifuoco è ancora troppo penalizzante secondo gli esercenti. Le sale, teatrali o cinematografiche che siano, accoglievano la maggior parte degli spettatori nel turno serale che, al momento, è sospeso per il blocco notturno dalle 22 alle 5. In diversi, a questo punto, aspettano un momento migliore per riaprire.

I cinema che riaprono sono solo il 15% del totale

La grande maggioranza dei cinema non ha riaperto oggi e non lo farà entro questa settimana. La possibilità di ripartire riguarda tutti gli esercenti che si trovano in zona gialla, ma tra loro solo il 15% ha deciso di riaprire. Si tratta di circa 120 cinema, secondo quanto riporta l'Anec, in tutta Italia. Una netta minoranza che proverà a cavalcare l'onda degli Oscar e l'entusiasmo della riapertura. Le regole da seguire sono stringenti: capienza ridotta al 50% – con un massimo di 500 persone al chiuso e 1000 all'aperto – e divieto di vendere cibo e bevande (vera fonte di guadagno per molte attività). L'ultimo spettacolo, al momento, è previsto alle 19.30, per permettere agli spettatori di lasciare la sala e avere il tempo di tornare a casa senza violare il coprifuoco notturno. Complice anche il poco preavviso, le uscite dei nuovi film sono ancora in fase di pianificazione. Le grandi catene al momento aspettano, se ne riparlerà nella seconda metà di maggio.

I teatri in crisi: si riapre quando la stagione è finita

A differenza dei cinema, che hanno spalmano la distribuzione dei film su 365 giorni, seppure con dei picchi in determinati periodi dell'anno, i teatri hanno una stagione che va dall'autunno alla primavera. La ripartenza potrebbe essere quindi molto breve e comunque non per tutti: c'è chi lamenta i criteri troppo stringenti per accogliere il pubblico, tanto da non rendere economicamente sostenibile la riapertura. Molti teatri ripartiranno già nelle prossime settimane, ma il timore si concentra nelle realtà più piccole, dove la paura è che non si riesca a ripartire neanche con la prossima stagione in autunno. Il Covid potrebbe aver affossato ancora di più un settore già in crisi profonda da anni.