28 Settembre 2021
16:17

Per la Cei il referendum eutanasia “suscita grave inquietudine”

Per la Cei, ha spiegato il cardinale presidente Gualtiero Bassetti aprendo il Consiglio episcopale permanente, “non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire”. E quindi “la prospettiva di un referendum per depenalizzare l’omicidio del consenziente” porta con sé “grave inquietudine”.
A cura di Annalisa Girardi

Per la Cei, la Conferenza episcopale italiana, "la prospettiva di un referendum per depenalizzare l'omicidio del consenziente" apre a una "grave inquietudine". Per la Cei, ha spiegato il cardinale presidente Gualtiero Bassetti aprendo il Consiglio episcopale permanente, "non vi è espressione di compassione nell'aiutare a morire". Non solo: per i vescovi ci sarebbe anche "una contraddizione stridente" rispetto alla solidarietà vissuta invece durante il periodo del coronavirus.

"C'è una contraddizione stridente tra la mobilitazione solidale, che ha visto un Paese intero attivarsi contro un virus portatore di morte, e un'iniziativa che, a prescindere dalle intenzioni dei singoli firmatari della richiesta referendaria, propone una soluzione che rappresenta una sconfitta dell'umano", ha precisato Bassetti. Non solo. Secondo la Cei con l'eutanasia prevale "una concezione antropologica e nichilista in cui non trovano più spazio né la speranza né le relazioni interpersonali". E invece, "chi soffre va accompagnato e aiutato a ritrovare ragioni di vita, occorre chiedere l'applicazione della legge sulle cure palliative e la terapia del dolore".

Nel frattempo, scade tra due giorni il termine per la raccolta firme a sostegno del referendum per l'eutanasia legale. In realtà, già a metà agosto il comitato promotore aveva annunciato che erano state raccolte le 500 mila firme necessarie per indire il voto referendario. L'obiettivo era quindi stato spostato a 750 mila entro la fine di settembre "in modo da mettere in sicurezza il risultato da ogni possibilità di errori nella raccolta, ritardi della Pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli".

In un'intervista con Fanpage.it Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e sostenitore del referendum, commentando il successo della raccolta firme aveva detto: "Si è creata un'opinione pubblica nettamente consapevole sul tema, più di quanto non lo sia il ceto dirigente che è bloccato dalle proprie paure. Dalla paura che il partito si spacchi, che la coalizione si divida, che il Vaticano si arrabbi, che alle persone non piaccia parlare di morte… quando in realtà la gente ha molto chiaro che non si stia parlando di morte, ma di vita, di qualità della vita nelle fasi finali dell'esistenza".

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