Pensioni, intesa per salvare quelle fino a 1400 euro

Con il sì alla manovra Salva Italia, dalla Commissione bilancio arriva la richiesta di adeguamento al costo della vita anche per le pensioni fino a tre volte quella minima. Il Governo si dice possibilista anche se rimane il vincolo dei saldi invariati.
Con il sì alla manovra Salva Italia, dalla Commissione lavoro della Camera arriva la richiesta di adeguamento al costo della vita anche per le pensioni fino a tre volte quella minima. Il Governo si dice possibilista anche se rimane il vincolo dei saldi invariati.

Forse saranno salve le indicizzazioni per le pensioni fino a tre volte quella minima, è quanto sta emergendo dal confronto parlamentare sulla manovra Salva Italia varata dal Governo Monti. Nel decreto finanziario varato dall’Esecutivo, infatti, è prevista una riduzione dell’adeguamento delle pensioni all’inflazione già a partire da quelle pari al doppio del minimo, cioè intorno ai 950 euro mensili. La commissione lavoro della Camera dei deputati ha avanzato una precisa richiesta al Governo per aumentare la soglia di questo provvedimento almeno per inglobare nell’adeguamento annuale i trattamenti pensionistici pari a tre volte il minimo, cioè circa 1400 euro lori mensili.

Il vice Ministro Michel Martone, che segue i lavori in commissione per il Governo, è sembrato possibilista sulla richiesta, precisando che però resta il vincolo dei saldi della manovra che dovranno rimanere invariati. Dalla commissione lavoro, infatti, oltre al parere positivo per la manovra, concesso da tutti i gruppi parlamentari tranne che dalla Lega, sono arrivate numerose proposte per la necessaria copertura finanziaria per una simile proposta. Adeguando ulteriori pensioni al costo della vita, inevitabilmente l’aggravio per lo stato è maggiore, dunque le proposte per compensare un simile esborso sono diverse. Si va da una proposta di incremento del contributo di solidarietà a carico delle pensioni più elevate, per cui già è previsto il blocco totale degli adeguamenti, ad un contributo sulle baby pensioni o ancora un incremento della tassazione sui capitali scudati, peraltro già previsto dal Governo.

Un capitolo della manovra molto sentito questo delle pensioni, che è anche uno dei motivi per cui i sindacati scenderanno in piazza unitariamente nei prossimi giorni. Cgil Cisl e Uil si sono dette molto preoccupate proprio per l’impoverimento di pensionati e lavoratori che comporterà questa manovra. Anche l’Istat sembra dare ragione ai sindacati visto quanto dichiarato ieri dal presidente dell’istituto di statistica Enrico Giovannini. Ascoltato in commissione bilancio, Giovannini ha ricordato che in Italia i pensionati sotto la soglia di povertà già ammontano a 2,3 milioni di persone e che con i provvedimenti di questa manovra il numero sicuramente è destinato a crescere, se si ricorda che andranno a regime anche le riforme previste dalle precedenti manovre.

Intanto Monti sta già programmando i tempi di discussione della manovra in Aula insieme ai Presidenti di Camera e Senato per fa si che entro Natale la manovra sia approvata dal Parlamento. A questo punto, oltre alle piccole modifiche decise nelle commissioni, il provvedimento finale sarà sicuramente blindato per il voto in Aula anche per evitare gli ostruzionismi di Lega e Idv, che già hanno annunciato di voler dare battaglia su alcune norme previste dal testo.

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