La preoccupazione principale è quella delle varianti: la mutazione inglese rappresenta più del 30% dei contagi in Italia ed entro metà marzo, secondo l’Istituto superiore di sanità, sarà quella predominante nel nostro Paese. Questo è il quadro tratteggiato dal Comitato tecnico-scientifico nell’incontro di ieri con il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Con un invito alla cautela, che si rispecchia anche nella volontà degli esperti di non riaprire per il momento palestre e piscine. Il lieve aumento dei contagi e la diffusione della variante inglese sembrano convincere anche il presidente del Consiglio a seguire la linea della prudenza, attenendosi alle indicazioni degli esperti. Anche perché il rischio non è rappresentato solamente dalle singole attività che potrebbero riaprire, ma anche da tutto il movimento che esse comportano.

Il nuovo dpcm, probabile rinvio riaperture

Il governo e lo stesso Draghi stanno lavorando in queste ore al nuovo dpcm, che dovrà sostituire quello attualmente in vigore fino al 5 marzo. L’incontro con il Cts e con i rappresentanti dei partiti al governo è servito proprio a fare il punto della situazione. Il nuovo provvedimento potrebbe essere varato entro la fine della settimana, nel tentativo di comunicare in anticipo le decisioni prese. L’idea iniziale era quella di puntare su un decreto legge, per coinvolgere anche il Parlamento. Ma i tempi sono stretti e alla fine Draghi potrebbe essere costretto a ripiegare su un dpcm. Difficile pensare ad un allentamento dei divieti con la maggiore circolazione delle varianti e con gli esperti che continuano a chiedere cautela. La decisione sulle possibili riaperture potrebbe slittare a fine marzo o, addirittura, alla seconda settimana di aprile, aspettando che passi anche la Pasqua.

Il rinvio delle riaperture di cinema, teatri, palestre e piscine

Per le riaperture, quindi, ci sarà da attendere. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, si sta battendo per far ripartire cinema, teatri e sale da concerto: oggi incontrerà il Cts per discutere dei protocolli di sicurezza presentati dalle associazioni, ma al momento l’eventuale riapertura sembra non poter arrivare prima del 6 aprile, dopo le festività pasquali. Per palestre e piscine, invece, il ministero dello Sport aveva chiesto un parere al Cts. La risposta è arrivata ed è contraria: secondo gli esperti piscine e palestre possono riaprire solamente con meno di 50 contagi ogni 100mila abitanti, il parametro da fascia bianca che al momento quasi nessuna Regione può neanche avvicinare.

Solo più avanti, quindi, si valuteranno gli indicatori, che potrebbero essere rivisti in un secondo momento e che potrebbero essere fondamentali per valutare la possibile riapertura degli impianti per le attività sportive con lo scaglionamento degli ingressi in queste strutture. Non bastano al momento le regole più stringenti a cui si pensa per palestre e piscine: il rinvio sembra la cosa più probabile. Anche per la riapertura serale di bar e ristoranti sembra tutto rimandato. Difficile che si riesca a concedere l’apertura dopo le 18, anche se una riflessione potrebbe essere portata avanti per quelle aree che sono più vicine ai parametri da fascia bianca. In ogni caso sembra ancora essere troppo presto.