Nuovo Bonus sociale energia in bolletta, quando parte e chi potrà ottenerlo: il piano del governo

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A cura di Luca Pons
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano sociale per il clima, che prevede un nuovo bonus sociale energia da far scattare nel 2028 e mantenere fino al 2031. Potrà ottenerlo chi ha un Isee sotto i 25mila euro, e l’importo dipenderà anche dalla zona in cui si vive.

Il governo Meloni progetta un nuovo Bonus sociale energia plus, un bonus bollette da concordare con l'Europa, che sarà finanziato in buona parte con fondi Ue e che ha un orizzonte temporale decisamente ampio: partirà nel 2028 e proseguirà fino al 2031. Le famiglie interessate sono quelle che rispettano una serie di requisiti, tra cui l'Isee sotto i 25mila euro – la platea dovrebbe essere di 4,7 milioni di nuclei – e l'importo dipenderà anche dalla zona climatica in cui si vive. La misura, infatti, è rivolta soprattutto ad aiutare con i costi del riscaldamento.

Il motivo per cui il nuovo bonus bollette non è ancora definito nei dettagli, e per cui se ne parla con così tanto anticipo, è che è un intervento da concordare con l'Unione europea. Il Consiglio dei ministri questa settimana ha approvato il Piano sociale per il clima, in cui il bonus è una delle proposte: ora bisognerà negoziare con Bruxelles per approvare il Piano nel suo complesso. Solo dopo si saprà con certezza quali saranno i limiti del bonus. Il suo obiettivo è venire incontro alle famiglie più in difficoltà economica quando, nel 2028, scatterà un nuovo meccanismo europeo chiamato Ets2: si tratta di un sistema per ridurre le emissioni inquinanti che, di contro, alzerà il prezzo dei combustibili fossili; e, di conseguenza, potrebbe ricadere sulle spese per il riscaldamento di chi usa combustibili fossili in casa.

Quando parte il nuovo Bonus sociale energia in bolletta

Come si legge nel Piano, il nuovo bonus bollette – tecnicamente chiamato Bonus sociale energia plus – ha un orizzonte temporale ampio. Stando alle previsioni dovrebbe avviarsi quando avrà il via il meccanismo Ets2, quindi nel 2028.

La misura poi dovrebbe avere una durata maggiore rispetto alle misure spot rinnovate di anno in anno. Il bonus resterebbe in vigore fino al 2031. Anche se, come si vedrà, l'idea sarebbe di abbassare gradualmente il suo importo. L'intenzione del bonus, infatti, è di sostenere le famiglie mentre il meccanismo Ets2 entra in vigore. Superata la prima fase, il peso dei combustibili fossili dovrebbe ridursi e quindi anche il costo del riscaldamento dovrebbe diventare più semplice da affrontare.

Proprio perché la fascia temporale è così distante (si parla di un bonus che dovrebbe scattare tra circa un anno e mezzo) è possibile che nel frattempo ci siano altre variazioni. In particolare, la proposta del governo ora dovrà essere vagliata dalla Commissione europea, che potrà richiedere delle modifiche. Solo dopo i negoziati il bonus assumerà la sua forma ufficiale.

Chi potrà ottenerlo: i requisiti Isee

Il governo stima che saranno circa 4,7 milioni le famiglie interessate dal bonus. I requisiti sono chiari, e non sono solamente economici. Per accedere al Bonus sociale energia plus bisognerà avere:

  • Isee entro i 25mila euro
  • contatore di potenza non superiore a 4,5 kilowatt (per aiutare soprattutto chi in casa è meno legato all'elettricità e, quindi, più ai combustibili fossili)

Se si soddisfano questi due requisiti, si potrà ottenere il bonus. Non sarà necessario fare domanda: l'Arera, agenzia pubblica che si occupa di reti ed energia, verificherà automaticamente quali sono i nuclei che hanno diritto al sostegno economico. La somma sarà versata direttamente nella bolletta elettrica.

L'intenzione dichiarata del governo è di coinvolgere soprattutto quelle famiglie che hanno un reddito medio-basso, vivono in case con una bassa efficienza energetica, dipendono molto dai combustibili fossili per riscaldarsi e, per di più, abitano in una zona climatica in cui hanno bisogno di usare più energia. Anche per questo, l'importo del bonus sarà variabile.

Quanto vale il nuovo bonus

Il Bonus sociale energia plus avrà un importo variabile che dipenderà da tre elementi:

  • il livello di Isee
  • la zona climatica in cui si abita (che determina quanto bisogna tenere acceso il riscaldamento nel corso dell'anno)
  • quanti costi aggiuntivi il meccanismo Ets2 porterà per la vita domestica (questo è un calcolo che dovrà fare, più avanti, l'istituto Ispra)

Per adesso, l'Ispra ha ipotizzato che per le famiglie – a seconda di dove vivono, di quanto consumano e così via – il nuovo meccanismo Ets2 potrebbe portare un rincaro per il riscaldamento che oscilla tra i 10 e i 180 euro all'anno. È evidente che si tratta di una differenza enorme. Per questo, l'importo va differenziato.

Non solo: è previsto un sistema di "decalage", ovvero un calo graduale negli anni della somma erogata in bolletta come aiuto economico. L'idea è che il bonus serva ‘solo' ad accompagnare le famiglie, tra il 2028 e il 2031, in un periodo di transizione. In questo tempo, partiranno altre misure strutturali pensate per ridurre i consumi e aumentare l'efficienza energetica. Il loro effetto, facendo calare la spesa delle famiglie, dovrebbe permettere di cancellare il bonus dopo tre anni.

Perché servirà un nuovo bonus bollette dal 2028

Senza addentrarsi troppo nei dettagli tecnici, il meccanismo Ets2 imporrà in Europa il pagamento di una certa quota a chi produce carbonio in alcuni settori strategici, tra cui il trasporto stradale e il riscaldamento degli edifici. Questo significa che chi usa sistemi più inquinanti, come il riscaldamento a gas, dovrà pagare una somma extra.

Attenzione: non sono le famiglie che devono pagare, ma chi fornisce i combustibili fossili. L'idea è di scoraggiare, nel tempo, il loro utilizzo e spingere verso fonti di energia più inquinanti. Ma un effetto inevitabile è che i fornitori di gas per il riscaldamento pagheranno di più e, con tutta probabilità, scaricheranno quei costi sui clienti. Quindi, a catena, sulle bollette delle famiglie.

Per questo, con l'obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti e limitare il surriscaldamento climatico, l'Unione europea non si è limitata a fissare dei paletti da rispettare. Ha anche messo a disposizione degli Stati dei soldi da usare per compensare l'impatto economico del nuovo meccanismo. Da qui viene la proposta italiana del bonus bollette da far scattare nel 2028, quando l'Ets2 dovrebbe entrare pienamente in vigore.

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