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Nuova legge elettorale, il sondaggista Diamanti: “Premio di maggioranza darebbe un effetto troppo distorsivo”

Il sondaggista Giovanni Diamanti, presidente di Youtrend, commenta a Fanpage.it la proposta di riforma della legge elettorale presentata dalla maggioranza: “È un sistema proporzionale che produrrebbe effetti molto distorsivi. Si vuole dare un premio di maggioranza molto pesante, a una coalizione che a livello di numeri assoluti prenderà consensi limitati”.
Intervista a Giovanni Diamanti
sondaggista, presidente di YouTrend.
A cura di Annalisa Cangemi
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Per il sondaggista Giovanni Diamanti, professore di Marketing Politico all'Università di Padova e presidente di YouTrend, la nuova legge elettorale presentata ieri dalla maggioranza alla Camera e al Senato, è stata confezionata non per rafforzare il sistema istituzionale del Paese, "ma per vincere le elezioni o per non farle vincere agli avversari".

Nel testo di riforma depositato non ci sono né le preferenze né i collegi uninominali, ma liste bloccate di candidati. Il sistema proporzionale con premio di governabilità proposto dalla destra sarà fondato su collegi plurinominali. "Tale scelta – si legge nella relazione introduttiva della proposta – consente una più fedele traduzione del consenso elettorale in rappresentanza parlamentare, evitando gli scostamenti derivanti dalla componente uninominale".

Il testo prevede che "ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell'eventuale attribuzione del premio di governabilità". Tale premio, numericamente predeterminato, sarebbe pari a 70 seggi per la Camera e 35 per il Senato, attribuito alla lista o coalizione che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale e almeno il 40% dei voti validi nell'Assemblea di riferimento.

In ogni collegio plurinominale il numero dei candidati non può essere superiore al numero di seggi assegnati e in ogni caso non può essere inferiore a due né superiore a sei (nell'attuale sistema, il Rosatellum era 4). Nessuna variazione invece per la soglia di sbarramento, che rimane al 3%.

Ma perché questa legge elettorale indebolisce il campo progressista?

Abbiamo chiesto al sondaggista Giovanni Diamanti perché questa legge elettorale penalizzerebbe il centrosinistra.

"Con le percentuali dei sondaggi di oggi, e con la legge attuale, nessuno avrebbe una maggioranza assoluta in Parlamento, ma il centrosinistra sarebbe leggermente avanti. Con la nuova  proposta, invece, ci sarebbe una maggioranza chiara del centrodestra sia alla Camera che al Senato. Questo dimostra quanto le leggi elettorali possano incidere sul risultato", ha detto Diamanti a Fanpage.it. "Perché il centrosinistra perde? Perché viene indebolito sul punto di forza del campo largo, ovvero i collegi nominali, che vengono completamente eliminati nella nuova legge elettorale".

Secondo il sondaggista, stiamo parlando di un proporzionale che produrrebbe effetti "molto distorsivi, con un premio di maggioranza che in genere nelle leggi elettorali europee non viene proposto. Per il centrodestra avrebbe l'effetto di aumentare la governabilità".

"Al momento centrosinistra e centrodestra, a livello nazionale, nei sondaggi sono abbastanza vicini. Se non proprio appaiati, sono abbastanza vicini, con un leggero vantaggio del centrodestra. Va anche detto che nessuna delle due coalizioni supera il 50% dei consensi. L'opinione pubblica è abbasta divisa".

"Ma se c'è un testa a testa e si decide con questa legge elettorale che bisogna garantire una maggioranza netta e chiara a chi prende anche solo un voto in più, ritengo sia un modo per forzare pesantemente il nostro sistema", ha sottolineato l'esperto.

"Ogni paese ha un sistema elettorale al servizio del sistema istituzionale. La Francia, per esempio, ha un sistema fortemente maggioritario ma con un doppio turno, quindi comunque per essere eletto devi prendere un voto più degli altri su due turni, devi essere legittimato da due voti. Tutti i sistemi istituzionali sono fortemente connessi a una legge elettorale forte e con una ratio ben precisa. In Italia, invece, le leggi elettorali si cambiano frequentemente: chi governa le cambia a ridosso del voto, se non per vincere le elezioni, almeno per evitare la vittoria degli avversari. Al di là delle questioni di costituzionalità, nelle quali non entro, sicuramente non fa bene in in generale".

Considerato anche che l'affluenza è in calo nelle ultime consultazioni elettorali, per cui attribuire un premio di maggioranza al 40% significa attribuirlo ad una maggioranza che ha ricevuto un numero comunque basso di voti in valore assoluto. Ricordiamo che alle ultime elezioni politiche, nel 2022, si è registrata un'affluenza definitiva bassissima, al 63,91%, un record storico. "Si vuole dare un premio di maggioranza molto pesante, a una coalizione che a livello di numeri assoluti prenderà consensi limitati. Oltre a questo, non si aggiunge né la possibilità di esprimere preferenze, né la possibilità di scegliere qualche parlamentare attraverso i collegi. È decisamente molto estrema come visione. Legittima, ma molto estrema".

La simulazione di Youtrend: come sarebbe il nuovo Parlamento

Se si analizzano i sondaggi più recenti, con le nuove regole proposte dalla maggioranza al centrodestra verrebbero assegnati alla Camera 228 seggi (di cui 70 di premio), su un totale di 400. A Montecitorio le opposizioni – senza Azione – si fermerebbero a 147. Mentre al Senato il centrodestra otterrebbe 113 seggi (di cui 35 di premio). Al centrosinistra ne toccherebbero 76. Rispetto alle previsioni con la legge attuale, il Rosatellum, è evidente come il centrodestra sia assolutamente avvantaggiato.

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Basta confrontare i numeri. Se si votasse oggi con il Rosatellum, infatti il centrosinistra -Pd, M5s, Avs, Iv e +Europa – incasserebbe 79 collegi uninominali alla Camera contro i 65 del centrodestra, al Senato 38 contro 33.

Con il nuovo sistema ad Azione verrebbero assegnati 11 seggi alla Camera e 5 al Senato (col sistema attuale la simulazione ne assegnerebbe invece 9 e 3) mentre alla nuova formazione di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, andrebbero 10 seggi alla Camera e 2 al Senato (con il Rosatellum a Montecitorio il partito di Vannacci si fermerebbe a 8 deputati).

"Qui si vede molto bene quello che dicevamo prima – ha detto Diamanti a Fanpage.it – In pratica, con gli stessi dati dei sondaggi, con l'attuale legge elettorale, il Rosatellum – che comunque considero negativa – si ottiene un Paese split. Con la nuova proposta si avrebbe una maggioranza chiara. Ecco perché parliamo di effetto distorsivo".

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