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“Niente risarcimenti per ladri e borseggiatori aggrediti”: la Lega annuncia la nuova legge

Stop ai risarcimenti nei confronti di ladri, borseggiatori e aggressori. È la nuova legge a cui sta lavorando la Lega. Secondo quanto apprende Fanpage, il ddl (non ancora depositato) punta a escludere dal diritto al risarcimento del danno “chi compie un atto criminale”, mettendo a confronto l’azione dolosa del criminale con quella messa in atto dalla vittima.
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Stop ai risarcimenti nei confronti di ladri, borseggiatori e aggressori. È il succo della proposta di legge a cui sta lavorando la Lega per impedire a "chi sceglie di commettere un reato" di "pretendere di essere risarcito per le conseguenze della propria azione criminale".

Il disegno di legge non è stato ancora depositato ma, secondo quanto apprende Fanpage, l'intervento dovrebbe riguardare la legge sul risarcimento, disciplinata dall'articolo 185 del codice penale. L'idea sarebbe quella di escludere dal diritto alla riparazione del danno chi " chi compie un atto criminale, contemperando l'azione dolosa del criminale con l'azione della cosiddetta vittima".

Cosa c'è nella proposta di legge sui risarcimenti della Lega

In una nota, diffusa oggi da via Bellerio, la Lega ha fatto sapere di aver avviato il lavori. La proposta si pone "in continuità con un ordine del giorno già approvato dal Senato" e punta da affermare "un principio semplice: chi sceglie di commettere un reato non può pretendere di essere risarcito per le conseguenze della propria azione criminale. Dopo aver ottenuto nel 2019 l'approvazione della riforma sulla legittima difesa, stabilendo che chi è costretto a difendersi da un'aggressione non deve nulla al proprio aggressore – ricordano – oggi la Lega vuole compiere un ulteriore passo avanti nella stessa direzione, rafforzando un principio di buon senso, giustizia e responsabilità: chi decide volontariamente di violare la legge e di esporsi ai rischi connessi alla propria attività criminale non può scaricare sugli altri le conseguenze economiche delle proprie azioni".

Una "proposta di giustizia", la definiscono, che mira a rafforzare le garanzie nei confronti di chi subisce il reato, ossia la vittima. "A tutela delle vittime, non dei delinquenti", sottolineano.

Oggi la legge prevede che "ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale, obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, debbono rispondere per il fatto di lui". La misura leghista andrebbe a limitare quei casi in cui a chiedere il risarcimento è una persona che ha commesso un reato, mentre a doverlo pagare è la vittima del reato stesso. Ad esempio potrebbe rientrare in questa casistica l'eventualità in cui un ladro ferito durante un furto faccia valere il diritto a essere risarcito dal proprietario. Non è chiaro se la normativa si limiterà ai soli casi in cui si configura la legittima difesa o se si spingerà oltre. Il perimetro resta ancora da definire.

Il precedente: il ddl di Fratelli d'Italia per cambiare le regole sulla legittima difesa

Proposte simili erano state avanzate anche da Fratelli d'Italia. Recentemente con un emendamento al decreto Sicurezza (poi convertito in legge) e circa un anno fa, con una proposta di legge a prima firma del senatore Raffaele Speranzon. In quest'ultimo caso l'ambito di intervento specifico cambia: non le norme sul risarcimento ma sulle la legittima difesa, disciplinate dal codice civile.

Precisamente, il disegno di legge modifica le regole sulla responsabilità civile nei casi in cui una persona si difende da un'aggressione e, nel farlo, eccede i limiti consentiti dalla legge. In. buona sostanza, si prevede che chi aggredisce e viene ferito (o ucciso) non possa più pretendere un risarcimento o un'indennità, anche in caso di eccesso colposo di legittima difesa (cioè di un uso eccessivo della forza da parte della persona che si è difesa).

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