Napolitano: “Io aggredito ma difendo la divisione dei poteri”
Dopo i continui attacchi piovuti sul Quirinale anche di recente in occasione della campagna elettorale per le elezioni europee, oggi è intervenuto il Presidente della Repubblica ricordando che nonostante le accuse il suo impegno è stato sempre quello di garantire la separazioni dei poteri tra organi dello Stato. "Anche nell’anno trascorso, che definirei di forzoso prolungamento della mia funzione di presidente, ho tenuto ferma, per quanto fossero aggressivamente faziose le reazioni, una linea di condotta ancorata al principio della divisione dei poteri" ha dichiarato infatti Napolitano in un incontro con i giovani magistrati al Quirinale. "In Italia c'é bisogno di una nuova e più alta stagione di coesione nazionale, di fervore ideale e morale, un clima nuovo per pacatezza e impegno, e rispetto reciproco" ha sottolineato il Presidente della Repubblica, perché "Come ho personalmente sperimentato, contraddizioni, incertezze e opposte pregiudiziali in diversi campi della vita istituzionale hanno impedito il rinnovamento".
In occasione dell'appuntamento al Colle con i giovani magistrati alla fine del tirocinio, il Capo dello Stato ha ricordato anche la necessità di un riforma della giustizia "invocata da troppo tempo", ma che nonostante i suoi continui appelli alle forze politiche rimane un "rinnovamento che tarda ad arrivare". Napolitano ha ricordato che il magistrato deve avere "serenità e sobrietà di comportamenti professionali e anche privati", che deve evitare "i protagonismi personali, la trascuratezza nel redigere e nel consegnare i provvedimenti", perché queste sono cose che "incidono sull'immagine di terzietà del magistrato provocando sfiducia nella società e censure in sede europea". "La dignità della magistratura é affidata ai suoi appartenenti" ha concluso il Capo dello Stato.