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Sarah e Alisya fuggite dalla casa famiglia, la struttura si difende: “Non c’erano telecamere, ma è per i minori”

La casa famiglia di Civitella Alfedena, nell’Aquilano, dove vivevano le due sorelle Sarah e Alisya, si difende dalle accuse di abbandono di minore rivolte dai genitori delle adolescenti scomparse. “Non c’erano le telecamere ma è nell’interesse dei ragazzi”
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La casa famiglia nella quale erano ospiti Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse a Civitella Alfedena, nell'Aquilano, si è difesa in un'intervista telefonica con la trasmissione "Chi l'ha visto?". La struttura dalla quale presumibilmente le due sono fuggite con l'aiuto di un complice portando via le loro cose, è stata denunciata dal padre per abbandono di minore: la casa famiglia, infatti, non avrebbe avuto neppure sistemi di videosorveglianza dai quali gli inquirenti possono studiare gli spostamenti delle due. Sarah e Alisya potrebbero avere con loro dei cellulari, uno dei quali intestato a un familiare secondo quanto emerso nella trasmissione "Chi l'ha visto?".

Fuori dalla struttura la notte del 7 giugno sarebbero passate più di 300 auto, un numero elevatissimo per gli inquirenti sul quale investigare. Alla trasmissione Rai che si occupa di scomparsi, la struttura ha ammesso di non aver mai avuto le telecamere. "Non c'erano perché questa è una casa famiglia, essendoci i minori non possono essere circondati", hanno ammesso al telefono con il programma Tv. 

La casa famiglia ha anche ammesso la presenza, la notte del 7 giugno, di una finestra non del tutto chiusa nella camera delle due. Precisano però che "non era rotta". "È importante – hanno ammesso dalla struttura – avere una via di fuga per qualsiasi tipo di emergenza, anche solo per un incendio. La finestra però non era affatto rotta. Non c'erano stati fino a quel momento comportamenti che potevano farci pensare a un malessere, per cui anche una finestra aperta non rappresentava per noi una minaccia".

Chiunque abbia informazioni sulle due sorelle scomparse può contattare il 112. Una delle adolescenti, inoltre, è celiaca e per questo la presidente di Penelope Abruzzo ha lanciato un appello ai negozianti. "Se qualcuno ha registrato vendite anomale, anche ad orari insoliti, può farlo sapere alle autorità". Tutte le informazioni sono importanti per il ritrovamento delle due adolescenti la cui fuga, dalle prime informazioni disponibili, sembrerebbe premeditata.

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