Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali per la Mare Jonio, nave di Mediterranea Saving Humans che questa mattina ha soccorso e preso a bordo circa 100 migranti su un gommone alla deriva nel Mediterraneo centrale. A bordo, ci sarebbero anche 26 donne, di 8 incinte, e almeno 28 minori, di cui molti di età inferiore di 10 anni, veri e propri "naufraghi col ciuccio in bocca. Oggi la Mare Jonio è la nave dei bambini", si legge sul profilo Twitter dell'Organizzazione. Intanto, fa sapere la Ong, "dopo il nostro rifiuto di violare il diritto internazionale riferendoci ad ‘Autorità Libiche'", il Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera di Roma "ha assunto il coordinamento del nostro caso e chiesto ‘a competenti Autorità Italiane' l'assegnazione di un porto sicuro alla Mare Jonio".

Toninelli e Trenta controfirmano il divieto di ingresso per la Mare Jonio

Come da già er accaduto in passato, il provvedimento è stato inviato al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, che subito ha controfirmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave Mare Jonio. Lo stesso ha fatto anche il Ministro della difesa, Elisabetta Trenta, osservando però che sulla nave "sarebbero imbarcati anche naufraghi minorenni e donne incinte" e per questo "ravvisa l’esigenza di rappresentare – contestualmente al presente atto – la necessità di porre in essere nel più' breve tempo possibile forme di assistenza delle persone maggiormente bisognevoli, per l’attuazione delle quali la Difesa si rende immediatamente disponibile".

Naufraghi alla deriva da due giorni e due notti

Sono 98 in totale le persone soccorso questa mattina dalla nave Mare Jonio a circa 70 miglia a Nord di Misurata. Erano alla deriva da due giorni e due notti, senza cibo né acqua e lasciati in condizioni psico-fisiche pessime, come ha confermato il medico a bordo,  la dottoressa Donatella Albini. "Abbiamo individuato il loro gommone, sovraffollato, alla deriva e con un tubolare già sgonfio, con il nostro radar, e per fortuna siamo arrivati in tempo per portare soccorso – avevano dichiarato fonti dall'associazione -. Le persone sono tutte al sicuro a bordo con noi, ci sono casi di ipotermia e alcune di loro hanno segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia. Fuggono tutte dall'inferno". Molti dei migranti provengono da Costa D'avorio, Camerun, Gambia e Nigeria. "Che fine avrebbero fatto i 28 bambini, 26 donne, 8 in gravidanza senza Mediterranea? – ha commentato via Twitter Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr -. Sono almeno 900 le vite perse nel Mediterraneo quest'anno. Tragedie che verrebbero evitate se si smettesse di strumentalizzare l'azione umanitaria a fini politici". Intanto, resta in sospeso anche la situazione dell'altra nave ong attualmente in navigazione tra la Libia e l’Italia, la tedesca Eleonore che ha a sua volta a bordo un centinaio di migranti e che ha chiesto un porto sicuro.