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9 Aprile 2021
13:38

Migranti, Salvini difende la Guardia costiera libica: “Ha salvato migliaia di vite”

Matteo Salvini difende la Guardia costiera libica: “Chi insorge è ignorante – ha detto il leader della Lega – perché la Guardia costiera libica ha salvato decine di migliaia di persone da annegamento e morte certa. I problemi vengono da alcune Ong: alcune sono complici dei trafficanti di esseri umani”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il leader della Lega Matteo Salvini è tornato sulle polemiche scoppiate dopo le dichiarazioni fatte da Mario Draghi sulla Libia durante la sua visita. "Chi insorge è ignorante – ha detto il segretario del Carroccio –  perché la Guardia costiera libica ha salvato decine di migliaia di persone da annegamento e morte certa. I problemi vengono da alcune Ong: alcune sono complici dei trafficanti di esseri umani. C'è chi fa il buono in tv e poi prende centinaia di migliaia di euro". E a proposito dei centri di detenzione dove vengono reclusi i migranti respinti in Libia, nei quali, come dimostrano diverse inchieste giornalistiche vengono sistematicamente violati i diritti umani: "Centri spaventosi? Allora era meglio farli annegare? ".

Il presidente del Consiglio Draghi si era espresso in termini molto positivi sulla gestione dell'immigrazione da parte della cosiddetta Guardia costiera libica: "Sul piano dell'immigrazione noi esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia. Ma il problema non è solo geopolitico, e anche umanitario e in questo senso l'Italia è uno dei pochi Paesi che tiene attivi i corridoi umanitari".

Dopo gli attacchi ricevuti, durante la conferenza stampa di ieri il premier ha ribadito la sua linea: "Sono consapevole di essere stato criticato, ma l'Italia è l'unico ad avere corridoi umanitari con la Libia. Questi temi sono stati toccati: ho detto che siamo preoccupati per i diritti umani e orientati al superamento dei centri di detenzione. Franchezza ma capacità di cooperare. Tra le tante aree di ccoperazione c'è quella dell'immigrazione. Senza troppo andare nei dettagli, questo è un problema che esiste. allora come deve affrontarlo un governo? Un approccio umano, equilibrato ed efficace, sono le direttive che mi sono dato".

Botta e risposta su Speranza

Draghi ieri ha anche blindato il suo ministro della Salute, Roberto Speranza, che nei giorni scorsi è stato più volte criticato proprio dalla Lega, in particolare sul tema delle mancate riaperture: "A Salvini ho detto che ho voluto io Speranza nel governo è che ne ho molta stima", ha detto il premier. Oggi Salvini replica così: "Non mi interessa la polemica personale: le critiche le tengo per me. Dal ministro della Salute mi aspetto che segua la scienza quando si apre e quando si chiude. Fiducia in Speranza? Ho fiducia in Draghi, ma niente polemiche".

Salvini contro la Turchia

Recep Tayyip Erdogan è stato definito ieri da Draghi un "dittatore", dopo il grave sgarbo subito dalla presidente della Commissione europea Urusla von der Leyen, lasciata senza poltrona e costretta a sedersi su un divano durante un incontro ufficiale con il presidente turco, insieme al presidente del Consiglio europeo Michel. "La Turchia è un rischio ai nostri confini: sta ricattando l'Europa e un'Europa con un po' di spina dorsale non può subire ricatti di chi usa milioni di rifugiati per portare a casa miliardi di euro. È lo stesso discorso della Cina: dobbiamo decidere se noi stiamo con le libertà e i diritti civili o no. Come fa la sinistra a combattere per alcune leggi in Italia e poi fregarsene dei diritti civili e fare accordi commerciali con questi paesi. Per me i diritti civili valgono ovunque", ha detto il leader della Lega, che per oggi aveva convocato una protesta davanti all'ambasciata turca a Roma, che poi è stata cancellata.

Dopo le parole pronunciate da Draghi la Turchia ha convocato l'ambasciatore italiano ad Ankara, Massimo Gaiani. Oggi il vicepresidente turco Fuat Oktay rincara la dose: "Se" il primo ministro italiano Mario Draghi "vuole vedere cosa sia una dittatura, deve guardare alla storia recente" del suo Paese "e lo vedrà molto chiaramente".

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