Il Viminale ha indicato il porto sicuro per la Ocean Viking, la nave delle Ong Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere che negli scorsi giorni ha soccorso più di 200 migranti. A comunicarlo è lo stesso ministero dell’Interno, spiegando che “per la prima volta” sono state “Italia, Germania, Francia e Malta” a chiedere “congiuntamente alla Commissione europea l’attivazione della procedura di ricollocamento dei migranti a bordo della Ocean Viking”. Dal Viminale spiegano ancora: “È la prima volta che accade: l'intervento europeo viene sollecitato da tutti i Paesi che hanno condiviso il pre-accordo de La Valletta. È un passo significativo in vista di una gestione realmente solidale dei flussi migratori che interessano la rotta mediterranea”. Sulla base di questa richiesta è stato quindi individuato il porto di sbarco: sarà quello di Messina.

Gli appelli delle Ong a Italia e Malta

In giornata erano state le stesse Ong a sollecitare un intervento del Viminale, con l’indicazione del porto sicuro di sbarco. Anche Mediterranea, altra Ong che si occupa del soccorso in mare, aveva chiesto al Viminale di intervenire: “Hanno passato un'altra notte in alto mare i 365 naufraghi, donne, uomini e molti bambini, salvati a bordo delle navi Ocean Viking, Open Arms e AitaMari. Serve subito un porto sicuro di sbarco. Malta o Italia sono le uniche opzioni possibili”.

La situazione su Open Arms

Non c’è, però, solo la Ocean Viking. Situazione complicata anche a bordo della Open Arms, altra imbarcazione che negli scorsi giorni ha soccorso decine di migranti in mare. “Onde alte più di 4 metri e non abbiamo ancora un porto sicuro dove sbarcare le 73 persone che abbiamo a bordo, né il permesso di ripararci dalla tempesta. Questa è l'Europa di oggi”, scrive Open Arms su Twitter. Sempre Open Arms racconta, attraverso il suo fondatore Oscar Camps, che c’è anche un bimbo di 4 anni fra i 73 migranti tratti in salvo. “Ibrahim – racconta Camps – ha 4 anni e sogna di diventare medico. Chissà, forse ‘domani' diventerà un eminente chirurgo che salva la vita ai nipoti di coloro che oggi gli impediscono di raggiungere un porto sicuro”.