"Sui rimpatri siamo fermi all'anno zero. Mandiamo un messaggio: inutile che venite se non avete i requisiti per l'asilo. Chi non può stare in Italia, non possiamo aspettare due anni per rimpatriarlo, domattina firmo un decreto in cui si dice che in 4 mesi, non più in due anni, si può capire se una persona può stare qui o se deve essere rimpatriata". L'ha detto il leader del M5s e ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ‘Dritto e rovescio' su Rete4.

"Non credo che la soluzione sia accogliamoli tutti", ha detto Di Maio annunciando il nuovo decreto ministeriale sui migranti, che sarà presentato domani mattina alla Farnesina. "È cosa che nasce dal concerto con il premier, con il ministro dell'Interno, è un lavoro di squadra, non voglio assolutamente improvvisare e questo fa parte del programma di governo", ha spiegato durante la trasmissione tv.

"Il decreto non va a ledere nessun diritto umano, va a intervenire su procedure farraginose. Sono convinto che la redistribuzione negli altri Paesi europei non costituisca la soluzione definitiva. Dobbiamo lavorare sul principio che dobbiamo fare più accordi con Paesi del Mediterraneo, che comunque oggi votano e sono democratici, allora possiamo anche metterci d'accordo nel dire ‘se arrivano i barchini sulle nostre coste, ve li rimandiamo indietro'. Altrimenti il rischio è di incentivare le partenze". Di Maio ha annunciato che andrà la prossima settimana in Tunisia, per siglare con il governo di Tunisi nuovi accordi.

Sulla Nadef licenziata dal Cdm lunedì, preparatoria alla manovra di bilancio, ha sottolineato che "Se aumenta l'Iva viene meno l'essenza di questo governo. Due cose ci caratterizzano, questo e il taglio dei parlamentari. Lunedì, finalmente faremo il taglio. Risparmi per mezzo miliardo di euro a legislatura". La riduzione del numero di deputati e senatori, che verrà approvata in via definitiva il prossimo martedì "è anche un'opera di semplificazione, si presentano meno emendamenti nella discussione delle leggi".

A proposito della possibilità di estendere il diritto di voto ai sedicenni Di Maio ha ribadito: "Se ai ragazzi diamo delle responsabilità, si responsabilizzano più velocemente. Crescono meglio e prima. Ci sono tanti sedicenni che non sanno Di politica? Le stesse mancate risposte capitano a un trentenne o a un cinquantenne".