Orban contro i migranti. Dopo le dichiarazioni di chiusura dell'Austria, la segue a ruota anche il premier ungherese: "Italia dovrebbe chiudere i porti" per arginare i flussi migratori dal Mediterraneo. Il problema insomma andrebbe risolto il Libia. Con una lettera indirizzata al premier Gentiloni i leader del gruppo di Visegrad, cioè Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia, hanno ribadito di voler adottare una politica di respingimento. Viktor Orban non esclude nemmeno l'opzione dell'intervento militare. È l'Europa che alza i muri a parlare, quella che si contrappone alla visione comunitaria di accoglienza, perché ritenuta troppo pericolosa. Già l'Oim ha pubblicato i dati sugli arrivi nel 2017: 111,514 arrivi in Italia dal mare e 2360 dispersi. 

In un'intervista alla radio pubblica Mr, Orban definisce "irrealistiche" le proposte della Commissione europea, in quanto alimenterebbero i rischi di terrorismo. L'unica soluzione è per il premier ungherese quella di chiudere le frontiere, così come l'austriaco Kurz ha chiesto ieri al ministro Alfano. Non si trattava quindi di una mera provocazione, ma sembrerebbe piuttosto una strategia pianificata, per isolare l'Italia. Nell'intervento in radio Orban ha spiegato che presto Austria e Germania chiuderanno le frontiere e se anche l'Italia non si impegnerà a fare lo stesso con i suoi porti, i numeri saranno ingestibili. Secondo la visione del leader ungherese se la Libia non sarà disposta a cooperare per riportare i migranti in Africa e bloccare i trafficanti, si ricorrerà alle maniere forti. Il premier ungherese ha lanciato poi le sue accuse contro George Soros, il miliardario americano di origine ungherese, colpevole secondo lui di aver finanziato le ong.

Le parole di Orban hanno ricevuto in Italia il plauso della Lega. Tony Iwobi, responsabile federale Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Nord ha detto che la proposta di Orban è di buon senso: "Forse, lo dico provocatoriamente, l'Austria e l'Ungheria dovrebbero invadere l'Italia, cacciare il governo Gentiloni e iniziare a governare il nostro Paese con le leggi e con i metodi austriaci e ungheresi. Finalmente si fermerebbe l'invasione".

Gentiloni replica alle minacce di Orban

Non si fa attendere la replica di Gentiloni: "Dai nostri vicini, dai Paesi che condividono il progetto europeo abbiamo diritto di pretendere solidarietà. Non accettiamo lezioni né parole minacciose. Serenamente ci limitiamo a dire che noi facciamo il nostro dovere e pretendiamo che l'Europa faccia il proprio senza darci improbabili lezioni".