Autonomia delle regioni, riorganizzazione di Forza Italia e ristrutturazione del centrodestra a partire dal governo con la lega di Matteo Salvini: sono questi i temi al centro dell'intervista di Mara Carfagna, vice presidente della Camera dei Deputati, che ha risposto alle domande del direttore di Fanpage.it, Francesco Piccinini, in occasione della rassegna Liguria d'autore ad Ameglia, in provincia de La Spezia. "L'autonomia non deve in alcun modo penalizzare territori e cittadini più deboli", ha sottolineato Carfagna, che ha sottolineato anche l'importante processo di ristrutturazione interno al suo partito Forza Italia, avviato il mese scorso per volere e su indicazione di Silvio Berlusconi.

Qual è il suo punto di vista sul tema delle autonomie?

"Io penso che l'autonomia sia un'opportunità da riconoscere alle regioni che ne fanno richiesta ma va posta sui binari giusti per evitare che il treno deragli, facendo più danni che altro. Così come penso che l'autonomia debba essere riconosciuta su determinate materie e non su tutte, a patto che non costi un euro di più ad altre che si ritroverebbero a pagare l'autonomia degli altri e che siano riconosciuti a tutti i cittadini gli stessi diritti, le stesse prestazioni, gli stessi servizi e bisogni. Dunque, sì all'autonomia ma in un quadro di unità nazionale che non deve essere compromessa e di solidarietà che deve essere garantita ai territori meno ricchi". 

Per quanto riguarda le gabbie salariali, qual è la sua posizione? 

"Come dicevo prima, l'autonomia non deve in alcun modo penalizzare territori e cittadini più deboli, così come viceversa non deve avvantaggiare quelli più forti. Ci sono delle regioni che hanno bisogno di maggiori investimenti, di maggiore sostegno economico e finanziario, ma ci sono territori meno ricchi perché la loro capacità fiscale e inferiore rispetto al resto d'Italia, perché il tasso di occupazione è più basso, si lavora meno, si guadagna meno, si versa meno. Questo non può comportare diritti minori per chi ha meno capacità fiscale". 

Siamo in Liguria, in un evento a cui ha partecipato Toti e si parla di successione a Berlusconi. Cosa succederà?

"Forza Italia ha avviato un percorso di rinnovamento molto coraggioso, perché il presidente Berlusconi il 19 giugno scorso ha aperto un processo di democratizzazione interna che prevede quello che lui stesso ha definito un passo avanti importante per il nostro partito, e cioè la contendibilità di tutte le cariche, ad esclusione della sua. Nello stesso tempo, ha indicato in me e in Giovanni Toti i coordinatori del partito che in questa fase, sicuramente rivoluzionaria, ma anche molto delicata e complessa, dovranno coadiuvarlo nell'organizzazione generale. Io mi auguro che questo percorso prenda la giusta piega. Se le dovessi dire che sono contenta del dibattito che si è svolto nelle ultime settimane le racconterei una bugia, perché sembriamo ripiegati nel dibattito interno, assistiamo ad una lotteria di candidature che sembra più la fiera delle vanità che un'assunzione di responsabilità per consentire al nostro partito di fare un passo in avanti. Io credo che Forza Italia debba aprire questa fase di riorganizzazione e chiuderla nel più breve tempo possibile. Questo è quello che dobbiamo fare, evitando di ripiegarci nel dibattito interno". 

Lei ha toccato due temi importanti: le donne, in questi ultimi giorni quando Salvini è stato accusato di sessismo, e la destra liberale e aperta al mercato, anche se spesso l'idea di destra della Lega è più sovranista e ha poco di apertura al mercato liberista, che per anni è stato il cardine di Forza Italia. 

"Sulle battute sessiste posso dirle che non mi piace il linguaggio poco rispettoso nei confronti delle donne perché le battaglie che in questo Paese sono state portate avanti dentro e fuori il Parlamento per consentire alle donne di conquistare diritti, dignità, opportunità e libertà, sono relativamente recenti e quindi non possono essere messe in discussione da provvedimenti legislativi naturalmente, ecco perché siamo sempre vigili e attenti, ma neanche da linguaggi che possono incitare al pregiudizio, alla discriminazione o al sessismo.

Per quanto riguarda la destra, noi abbiamo l'ambizione di rappresentare quella destra moderata, liberale, moderna, europeista, aperta al mercato. Non è incompatibile con la destra di Salvini. Noi governiamo molto bene regioni come la Liguria, ma penso anche al Veneto, alla Lombardia, all'Abruzzo, alla Basilicata e al Molise. Vedremo in queste regioni come si comporterà il centrodestra. Quando Salvini governa con noi è il Salvini che ci piace e la Lega che ci piace. In questi casi è un uomo di centrodestra che consente di costruire una proposta politica di buon governo, indirizzato allo sviluppo, alla crescita, all'apertura di cantieri e opere pubbliche, alla promozione di politiche infrastrutturali che servono al Paese, alla costruzione di un welfare non assistenziale. Non ci piace il Salvini che governa con il Movimento 5 Stelle, quella lega che consente ai pentastellati di esprimere la loro cultura anti-impresa, anti-industria, contraria alle infrastrutture, allo sviluppo e alla crescita del Paese. Noi crediamo che questa destra liberale debba ristrutturarsi  al più presto per rappresentare un contrappeso moderato e di buon senso all'interno di un centrodestra di governo che quando è insieme può dare risposte pragmatiche e non ideologiche ai bisogni dei cittadini".