"A proposito di tasse in manovra, solo quella sulla plastica farà aumentare del 10% i prezzi dei prodotti di larghissimo consumo. Significa, per esempio, pagare almeno il doppio l'acqua minerale, mica il caviale! Governo bugiardo: è questo l'aumento selettivo? Quello sull'acqua, la verdura e i biscotti? Vergogna". Lo scrive in una nota il leader della Lega Matteo Salvini.

"La tassa sulla plastica alla fine la paga chi va a fare la spesa. Non la paga Agnelli, la paghiamo noi", ha aggiunto l'ex ministro dell'Interno parlando a Città di Castello (Perugia). Il segretario della Lega si riferisce alla proposta dell'esecutivo giallo-rosso, che in manovra ha inserito la tassa sulla plastica, che prevede 1 euro per ogni chilogrammo di plastica prodotta per imballaggi, che nelle previsioni dovrebbe far guadagnare allo Stato due miliardi di euro l'anno.

Anche i sindacati sono sul piede di guerra: "Uno dei tanti balzelli per fare cassa che non risponde a una logica politica ambientale e che produrrà disagi a consumatori e produttori. Insomma, un provvedimento che produrrà un flop sistematico. Siamo perplessi", dice Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec.

"Deve esser chiaro – continua Pirani – che il sindacato sostiene la prospettiva dell'economia circolare e il presupposto di questa politica basato sulla sostenibilità ambientale, ma nel caso in questione si va in direzione contraria determinando un vero e proprio caos nel settore. Così si mandano in confusione aziende e utenti, senza influire minimamente sul cambio di paradigma indispensabile per influire sulle propensioni al consumo delle plastiche. Un capolavoro all'incontrario".

Il rischio è insomma che, oltre ai cittadini, vengano danneggiati soprattutto i produttori di plastica: "Una misura che negli intenti vuole promuovere la sostenibilità ambientale ma che in realtà non tiene conto di molti fattori che potrebbero avere impatti estremamente negativi su diversi ambiti", ha detto il presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara.

"Il tema delle plastiche è ormai al centro dell'attenzione da diversi mesi ma spesso se ne è discusso senza prendere nella giusta considerazione la reale complessità del problema, in grado di generare impatti sulle imprese, sull'occupazione, sui territori e sui consumatori. Per questo il tema deve essere affrontato con grande attenzione e con gradualità, così come peraltro previsto dalle normative europee, che hanno posto degli obiettivi di breve, medio e lungo periodo. L'imposizione della tassa prospettata dal Governo si configura come un intervento troppo brusco e di eccessiva semplificazione della materia. Intervenire sul mercato della plastica implica la riconversione del tessuto produttivo di un mercato nel quale l'Italia è il secondo produttore in Europa. Occorrono tempo e programmazione – prosegue Gradara – Inoltre un'imposta sulla plastica comporterebbe ulteriori sacrifici per i consumatori. L'auspicio è che prenda forma il tavolo di lavoro annunciato dal Ministro dell'Ambiente".