Con la Nota di aggiornamento al Def ci si avvicina a grandi passi verso la prossima legge di Bilancio. Il governo sta studiando alcune delle misure che dovrà inserire nella manovra (o nei 23 ddl collegati) e, soprattutto, sta valutando come portare avanti la lotta all’evasione fiscale. Il punto centrale, secondo l’esecutivo, è l’incentivo dei pagamenti elettronici: gli strumenti da mettere in campo per utilizzare meno il contante e far così emergere il nero sono sul tavolo di Palazzo Chigi e del Mef. E nelle ultime ore è spuntata una nuova ipotesi, quella di affiancare al cashback un meccanismo già ridefinito come bonus della befana. Due strumenti che dovrebbero andare di pari passo e che permetteranno, a chi pagherà con carte e bancomat, di vedersi restituiti una parte dei soldi spesi per l’Iva.

Il cashback e la carta unica

Il primo strumento che il governo vuole utilizzare contro l’evasione è il cashback. Come funziona? Il consumatore paga normalmente i suoi acquisti, a prezzo pieno. Dopo, però, si vede restituire una parte dell’Iva. L’ipotesi è quella di una restituzione tra il 2% e il 4% dell’Iva. Facciamo un esempio: se un cittadino acquista un prodotto o un servizio da 100 euro con l’aliquota al 10% (per esempio al ristorante), pagherà – aggiungendo l’Iva – 110 euro. E al momento del conto non cambierà nulla. Successivamente, però, potrebbe avere indietro – nel caso in cui paghi con carta o bancomat – due euro (se il governo applicherà una restituzione del 2% dell’Iva), facendo in modo che l’aliquota pagata diventi dell’8%. Questi due euro dovrebbe essere accreditati alla fine del mese o alla fine di quello successivo.

Questa operazione dovrebbe accompagnarsi alla previsione di una nuova carta unica: una tessera, simile a quella utilizzata per il reddito di cittadinanza, che potrà assolvere a più compiti: farà, infatti, da documento d’identità, patente di guida, codice fiscale, ma sarà anche uno strumento per pagare, come una semplice carta prepagata. Un sistema ideato per chi magari non ha un conto corrente e vuole usufruire del meccanismo del cashback. Inoltre si pensa anche a un intervento dal lato dei commercianti: potrebbero essere eliminate – o comunque abbassate – le commissioni per i pagamenti sui Pos, soprattutto quelle per le transazioni più basse.

Come funziona il bonus befana

Un’altra novità che interessa molti italiani è il bonus befana. Si tratta di un super-bonus, da erogare a inizio anno, a chi effettua pagamenti elettronici nei settori a più alto rischio di evasione. Potrà usufruire di questo bonus solamente chi supererà una certa soglia di spesa annuale attraverso moneta elettronica. Al momento è allo studio anche la cifra da restituire a chi effettua questi pagamenti: si parla del 19% della spesa sostenuta. Con un tetto massimo fissato, per il momento, a 2.500 euro. Il che vuol dire che un cittadino può vedersi restituito, al massimo, 475 euro l’anno. Questo bonus arriverebbe a inizio gennaio, presumibilmente prima dell’Epifania. E proprio per questo è stato ribattezzato bonus della befana.