Nessun passo indietro dal governo sulla legge di Bilancio, anche dopo la bocciatura da parte della Commissione europea. Oggi il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, è tornato a parlare degli effetti della manovra durante il question time al Senato. Tria sostiene che “con questa manovra il governo sta cercando di contrastare la terza recessione dall’inizio della crisi”, una recessione “che avrebbe effetti devastanti”. Ma il problema, secondo il titolare di via Venti Settembre, non riguarda solo l’Italia: “I rischi prospettati non sono limitati solo al nostro contesto ma anche ad altri paesi Ue. Quindi sarebbe auspicabile un riconoscimento da parte delle autorità europee per affrontare questi rischi in modo congiunto e senza pregiudizi. L’obiettivo è arrivare a una soluzione condivisibile”.

Tria spiega che la situazione dell’economia italiana non giustifica “i livelli attuali dello spread. In questo momento non credo sia necessario prefigurare interventi straordinari di tutela. Inoltre, il nostro sistema possiede strumenti che si sono già dimostrati efficaci”. Il ministro dell’Economia chiede, inoltre, “nell’interesse del Paese e dell’Ue”, di “sdrammatizzare i toni del dibattito”. Ma ribadisce anche che il dialogo con le autorità europee “non verte sulle priorità strategiche che sono prerogative nazionali”. “Siamo convinti – afferma ancora – che l’impianto della manovra assicuri il totale controllo dei nostri conti pubblici. Crediamo inoltre che la strategia delineata garantisca anche l’obiettivo della riduzione del rapporto debito Pil”. Tria ricorda anche che, al momento, la legge di Bilancio è “ancora in via di definizione”, soprattutto per quanto riguarda le sue misure principali.

C’è però una minaccia per l’economia italiana, rappresentata dall’aumento dello spread: “Se l'aumento dello spread persistesse nel tempo la traslazione sui tassi praticati dalle banche sui mutui potrebbe risultare più significativa”, sottolinea il ministro dell’Economia ricordando che fino a settembre l’andamento del differenziale tra titoli italiani e tedeschi “non ha influenzato in modo avverso i tassi sui mutui”, mentre, al contrario, gli ultimi dati Abi indicano un “aumento del tasso medio a ottobre sui mutui di nuova erogazione”.

Conte cerca il disgelo con l’Ue

Siamo responsabili”, afferma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Assicurando che “non c’è nessuna presunta ribellione all’Ue. Abbiamo un obiettivo comune con l’Europa, stiamo lavorando alla riduzione del libero”. Ma comunque l’Italia, ribadisce Conte, non è disposta “a rinunciare a nulla per l’interesse degli italiani”. Continua invece il battibecco tra il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, e il commissario agli Affari europei Pierre Moscovici. Il ministro dell’Interno replica ancora al commissario francese: “Il popolo italiano non è un popolo di mercanti di tappeti o di accattoni. Moscovici continua a insultare l’Italia, ma il suo stipendio è pagato anche dagli italiani. Ora basta: la pazienza è finita”.