Tra i 4.550 emendamenti alla manovra di bilancio, la maggior parte sono stati depositati da Forza Italia (1.105), seguita dal Partito Democratico (921), Lega (905), Fratelli d'Italia (523), Gruppo Misto (242), Italia Viva (240) e gruppo per le Autonomie (179). Questa mole di emendamenti è comunque destinata a ridursi per effetto della ‘tagliola' delle inammissibilità (con cui saranno eliminate le richieste di modifiche non compatibili con il disegno di legge di Bilancio) e poi con una seconda scrematura dei cosiddetti emendamenti ‘segnalati', cioè quelli considerati indispensabili.

Il Pd punta soprattutto su un pacchetto 20 ritocchi, che riguardano questioni strategiche come la plastic tax, auto aziendali, acqua alta a Venezia, fondo affitti, sanità e congedo di paternità. Per quanto riguarda la misura che permette ai neo papà di assentarsi dal lavoro alla nascita dei figli, la proposta dei dem, a firma di Valeria Fedeli, è di portare da 7 a 10 giorni il congedo obbligatorio. 

Per quanto riguarda le correzioni green e per l'ambiente, oltre alla plastic tax e alle auto aziendali, il Pd chiede di intervenire sulla sugar tax, e misure aggiuntive per contrastare il dissesto idrogeologico.

Nel pacchetto c'è anche il finanziamento con 100 milioni l'anno in più per tre anni del Fondo per la non autosufficienza. Oltre a misure a favore dell'assunzione di donne vittime di violenza con un finanziamento da 10 milioni, si chiede anche di finanziare con ulteriori 10 milioni l'anno per tre anni il Fondo contro la violenza sessuale e di genere.

Un altro capitolo è dedicato agli enti locali: dal debito ai trasporti, da scuole e strade alle risorse per i Comuni. Infine sulle imprese, si chiede il potenziamento delle risorse per la Nuova Sabatini per le Pmi, per il Fondo di garanzia per l'accesso al credito per le Pmi, la riduzione degli oneri per l'accesso al credito e il rafforzamento dei Confidi.

"Un pacchetto che mantiene i saldi invariati", ha affermato il capogruppo del Pd in Senato Andrea Marcucci nel corso di una conferenza stampa per illustrare le proposte emendative. "La polemica di una manovra delle tasse – ha aggiunto Marcucci – è una baggianata. Le nuove tasse sono solo il 5%" delle misure della manovra. Questi 20 emendamenti, ha evidenziato il relatore Dario Stefano, "sono la sintesi di una molte di emendamenti per migliorare la direzione di marcia che la manovra ha intrapreso". Il relatore ha aggiunto di aver "accolto con favore l'apertura del governo sulle modifiche alla plastic tax e le auto aziendali" e si è detto "fiducioso che in Parlamento si possa svolgere un lavoro importante. Sono certo – ha sottolineato – che consegneremo al Paese una manovra che scongiura l'aumento delle tasse e prova a invertire la rotta della crescita".

Le prime votazioni in commissione Bilancio partiranno dal 25 novembre, e il 26 dovrebbero arrivare gli emendamenti di governo e relatori. Se verrà rispettata la tabella di marcia il testo dovrebbe approdare nell'Aula del Senato il 3 dicembre. Ma non sono esclusi ulteriori slittamenti.