Luigi Di Maio a tutto campo. In una lunga intervista rilasciata a Repubblica il capo politico del Movimento 5 Stelle ha toccato tutti i temi di attualità, dalle elezioni amministrative in Sicilia alla tensione all'interno della maggioranza di governo. Con la Lega "non si tratta di litigare – ha spiegato Di Maio – Semplicemente sono una persona moderata: quando l'asticella si sposta troppo come accadde a Verona, dove c'era gente che andava dicendo che la donna deve stare a casa a pulire, o quando vedo sui social il ministro dell'Interno che imbraccia un fucile, allora dico la mia". Mentre il caso che ha riguardato Armando Siri, il sottosegretario leghista indagato per corruzione e, dopo un lungo tira e molla, revocato dalla carica, non sembra aver creato una frattura nel governo, ma piuttosto "ha svelato una faccia della Lega che pensavo appartenesse al passato – ha sottolineato Di Maio – e ora in Europa c'è anche un riavvicinamento con Berlusconi". Ma, secondo il vicepresidente del Consiglio, una cosa è certa: "Si deve continuare con questo governo per altri quattro anni, per mantenere quello che abbiamo promesso".

Il leader del Movimento 5 Stelle ha spiegato di temere "che l'esasperazione di certi toni possa aumentare il livello di tensione sociale", perché "l'ultradestra è un pericolo, siamo in democrazia". Le manifestazioni di dissenso che diverse persone stanno mettendo in atto nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, negli ultimi giorni sono state represse in uno stile "che non è il mio – ha sottolineato Di Maio – c'è nervosismo, bisogna abbassare i toni, evitare di soffiare sul fuoco". E in questo clima ci sono molte proposte, provenienti dai due partiti, profondamente diverse: "Ho lanciato una proposta di un tavolo congiunto per mettere a punto flat tax e salario minimo. Una loro proposta e una nostra, entrambe nel contratto, ma non ho ricevuto risposte", ha spiegato il capo politico pentastellato.

Dopo le elezioni europee di fine maggio non cambierà nulla, perché "servono a costituire il Parlamento europeo, quelle nazionali ci sono già state e gli equilibri non cambieranno", ha annunciato Luigi Di Maio. A prescindere dal risultato del Carroccio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rimarrà alla guida del governo, perché "sta svolgendo un lavoro straordinario e la Lega non ha mai chiesto nulla".