84 CONDIVISIONI
Manovra 2024

L’Ufficio parlamentare di bilancio boccia la manovra: “Misure temporanee e frammentate”

La presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio Lilia Cavallari, in audizione in Senato, ha detto che la manovra del governo Meloni “appare improntata a un’ottica di breve periodo, con interventi temporanei e frammentati”. E ha criticato l’aumento del deficit.
Entra nel nuovo canale WhatsApp di Fanpage.it
A cura di Tommaso Coluzzi
84 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Manovra 2024

"La manovra appare improntata a un'ottica di breve periodo, con interventi temporanei e frammentati". L'Ufficio parlamentare di bilancio gela il governo Meloni, che – dopo aver trasmesso la legge di Bilancio alle Camere – ascolta con interesse le audizioni in Senato. Dall'Upb, rappresentato dalla presidente, l'economista Lilia Cavallari, arrivano diverse critiche: "Per il secondo anno consecutivo inoltre – ha continuato – si prevede sia un aumento del deficit per il primo anno rispetto a quanto precedentemente stabilito, sia il rinvio all'anno finale dell'orizzonte previsivo del conseguimento di un disavanzo inferiore al 3% del Pil". Insomma, non arrivano solo ovazioni per la manovra Meloni, ma critiche molto simili tra loro: la scorsa settimana era stato il Fmi, ieri Bankitalia.

"Alla luce delle oggettive condizioni di incertezza e instabilità dello scenario, combinate con il peso del debito e la debole dinamica del Pil nel nostro paese, i già forti vincoli di bilancio si fanno più stringenti – ha spiegato Cavallari – Sebbene l'impatto della manovra sia coerente con gli obiettivi programmatici stabiliti nella Nadef 2023 e nel Dpb 2024, ogni rallentamento sulla strada obbligata di riduzione del debito rischia di comprimere ulteriormente i margini di manovra per affrontare condizioni sfavorevoli, come shock inattesi o rallentamenti della crescita". Le previsioni macroeconomiche ufficiali sono "ancora accettabili per il 2023", mentre sono "decisamente aumentati i rischi al ribasso per l'anno prossimo".

A salvare la situazione possono essere due fattori: "Gli obiettivi di crescita del governo per il 2024 sono raggiungibili, ma solo sotto l'ipotesi che si rafforzi consistentemente la domanda estera e che avanzino speditamente i progetti del Pnrr". Lo stesso Piano che, in queste ore, viene fortemente criticato da un filone di economisti, come spiegato da Tito Boeri a Fanpage.it. "Il Pnrr ha un ruolo centrale per il sostegno dell'economia e la sua attuazione non può ammettere rinvii – ha insistito invece Cavallari – Secondo stime dell'Upb, il pieno avanzamento dei progetti del Pnrr fornirebbe uno stimolo all'attività economica che, se pur appena inferiori rispetto a quello prefigurato dal Mef, è determinante per lo sviluppo nel prossimo biennio".

La misura principale – anche a livello di oneri – è il taglio del cuneo combinato alla rimodulazione dell'Irpef: "L'effetto è più consistente sugli operai, con un vantaggio medio della categoria del 3,4% dell'imponibile, seguiti dagli impiegati con un più contenuto 1,9% – ha spiegato Cavallari – Per i pensionati, l'incidenza del beneficio e il beneficio assoluto risultano inferiori a quelli di operai e impiegati. La decontribuzione premia sempre, in rapporto al reddito, in modo particolare i più giovani, soprattutto entro i 35 anni". Il motivo è presto detto: sotto ai 35 anni gli stipendi sono sensibilmente più bassi. "Dalle analisi Upb, l'intervento sull'Irpef risulta sostanzialmente neutrale dal punto di vista della redistribuzione – ha continuato l'economista – Includendo anche la decontribuzione, l'impatto diventa progressivo". Il taglio del cuneo, se oggi garantisce supporto ai redditi medio-bassi, alla lunga rischia di diventare "un forte disincentivo al lavoro che renderebbe più complesso il raggiungimento degli accordi di rinnovo contrattuale".

La bocciatura dell'Upb arriva anche sulla sanità: "Il finanziamento del Sistema sanitario nazionale per il 2024 potrebbe non coprire integralmente le spese, anche tenendo conto dei potenziali livelli di spesa farmaceutica, dell'applicazione dei nuovi Lea e del contenzioso delle imprese sul payback – ha detto Cavallari – Ulteriori difficoltà, in tutto il periodo di programmazione, potrebbero sorgere in relazione alle carenze di personale e all'impatto di nuova pressione dei prezzi dei beni energetici sul settore sanitario".

84 CONDIVISIONI
239 contenuti su questa storia
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views