L’Italia parteciperà al vertice USA contro “terrorismo rosso” di estrema sinistra, opposizioni: “Inquietante”

Ormai è ufficiale, l'Italia parteciperà al summit globale di giovedì negli Stati Uniti, organizzato dal segretario di Stato Usa Marco Rubio, per discutere del pericolo di rinascita del "terrorismo transnazionale di estrema sinistra".
Secondo quanto spiegato ieri da fonti di Palazzo Chigi, il governo, su spinta di Giorgia Meloni, sta lavorando per partecipare con una rappresentanza di livello politico, a livello di sottosegretario. E da quanto scrive il Corriere della Sera, alla missione dovrebbe partecipare il sottosegretario della Lega Molteni, anche se questa notizia non è ancora ufficiale.
Il summit è visto con sospetto sia in Italia che in Europa, tanto che diverse cancellerie potrebbero declinare l'invito o partecipare, al massimo, a livello di rappresentanza diplomatica. In totale sono una sessantina i Paesi invitati da Rubio.
L'Italia insomma ha scelto una via di mezzo tra il boicottaggio dell'evento e la piena adesione: è evidente il tentativo di equilibrismo nella scelta di mandare in missione alla Casa Bianca non un ministro ma un sottosegretario, con l'obiettivo di non scontentare Trump, soprattutto dopo che i rapporti ultimamente sembrano ridotti ai minimi termini, e di non alimentare contemporaneamente la polemica interna nel governo.
Al momento, scrive il Corriere, il ministro degli Esteri Tajani aveva valutato l'invio di un funzionario diplomatico della Farnesina. Poi si era fatta avanti l'ipotesi di spedire in missione la sottosegretaria agli Esteri di Forza Italia Tripodi o il sottosegretario agli Esteri Edmondo Cirielli, di Fratelli d'Italia. Alla fine la scelta sarebbe caduta sul sottosegretario all'Interno Molteni, che al Viminale si occupa anche di minacce terroristiche, più in linea con i temi dell'incontro. La linea del governo è chiara: si tratta di un appuntamento "tecnico" e "politico", come ha precisato il viceministro Cirielli: "C'è un'ondata di violenza, di terrorismo rosso, sulla quale è bene ascoltare ed essere aggiornati".
Opposizioni contro la scelta del governo di partecipare al vertice sul terrorismo rosso: "Inquietante"
Le opposizioni criticano ancora una volta la sudditanza nei confronti di Trump dimostrata anche in quest'occasione dal governo Meloni. La scelta del governo di mandare un sottosegretario al vertice a Washington, "se confermata, sarebbe una decisione inquietante". Lo ha detto a Repubblica la senatrice del Movimento 5 Stelle, Alessandra Maiorino, evidenziando che così si "conferma l'affinità ideologica tra Meloni e Trump, un disperato tentativo della premier di rientrare nelle grazie del presidente americano anche a costo di sposare il modello fascistoide trumpiano".
Secondo Riccardo Magi, segretario di Più Europa, "sarebbe stato più che opportuno che il governo italiano non partecipasse all'ennesima iniziativa di propaganda dell'amministrazione Trump che strumentalizza sicurezza e azione antiterrorismo ai fini dello scontro politico interno e per distrarre dai fallimenti dell'amminstrazione sul piano internazionale ed esterno, alimentando la paura per un presunto pericolo rosso transnazionale per la democrazia. È necessario che il governo italiano chiarisca i contorni della propria partecipazione e cosa andrà a dire. Se il governo italiano fosse serio e con la schiena dritta direbbe con chiarezza a Rubio che oggi non esiste un pericolo rosso transnazionale e che oggi per le democrazia liberali è ben più forte il pericolo eversivo rappresentato dall'involuzione illiberale degli Usa di Trump".
"Chiunque parteciperà al vertice per il governo italiano non avrà il mandato di affermare questo; perciò chiediamo al governo Meloni di ripensarci e non partecipare all'ennesimo show propagandistico asservendosi ancora a chi solo pochi giorni fa chiedeva per il presidente del governo italiano un ordine restrittivo".
Avs presenta un'interrogazione parlamentare
"L'Italia avrebbe dovuto prendere le distanze" da una "caccia alle streghe ideologica", è il commento dei leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che annuncianoun'interrogazione parlamentare, chiedendo di approfondire la questione.
"Nei giorni scorsi il Manifesto ha riportato la notizia pubblicata sul Washington Post dello scorso 9 luglio, secondo il quale il segretario di Stato Usa Rubio ha invitato i ministri di più di 60 Paesi a una riunione prevista per il 16 luglio per discutere di quello che l'amministrazione Trump considera un grave pericolo: la ‘rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra'. E tra i Paesi invitati all'incontro vi sarebbe anche l'Italia, a cui peraltro nel mese di giugno sarebbe stata inoltrata una richiesta di informativa su Gruppi e Associazioni di Sinistra. Vogliamo sapere se il Governo Meloni ha accolto l'invito ed intende partecipare all'incontro o si è dichiarato non disponibile ad aderire", chiede Avs con un'interrogazione parlamentare, primo firmatario Nicola Fratoianni, rivolta alla Presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri.
"E vogliamo anche sapere, nel caso abbia aderito all'invito, se intende con urgenza riferire al Parlamento le motivazioni dell'adesione e quali obiettivi intende perseguire con la partecipazione all'incontro promosso dall'Amministrazione Usa. E infine vogliamo sapere se corrisponde al vero che nel giugno scorso sarebbe stata inoltrata una richiesta di informativa su Gruppi e Associazioni di Sinistra italiane e se a tale richiesta è stata data riscontro e nel caso se intenda con urgenza riferire al Parlamento".