Qualcuno deve avere pensato che fosse stato fin troppo facile: dopo avere messo insieme i tre partiti a sinistra del PD (MDP, Sinistra Italiana e Possibile) e avere convinto le rassicuranti figure istituzionali di Pietro Grasso e Laura Boldrini a spendersi nel progetto qualcuno nella neonata formazione Liberi e Uguali ha creduto che la credibilità dell'involucro fosse abbastanza per ottenere i voti e si è concentrato su altro, brigando sulla preservazione del potere di alcuni. Non si spiega altrimenti come potrebbe essere vero che in fase di compilazione delle liste qualcuno pensi davvero di inserire (in posti sicuri) D'Alema, Errani, Bersani ma anche Bassolino senza colpo ferire.

«Le liste le stanno facendo a Roma. C'è un braccio di ferro tra Si e Mpd. Vecchie glorie insindacabili: D'Alema e i suoi, Errani e Bersani da tutelare. – ci dice un "ex dalemiano deluso" che chiede di rimanere anonimo perché "il momento è caldo e non ho perso le speranze" – Propongono di abolire il Jobs Act che hanno votato  ma non mollano, – racconta – vogliono il controllo del gruppo, sulla base di calcoli astrusi. Marginalizzati tutti quelli più liberi e più diversi, quelli che non hanno votato schifezze, che hanno fatto opposizione. Senza alcuna umiltà, si premiano quelli che hanno sbagliato di più. Le foglioline di fico sono le personalità che metteranno in lista, ma sotto ci sarà il solito vecchio ceto, quello che ha perso con Renzi, che non ha vinto nel 2013, che ha perso il congresso quando stava nel Pd ed è scappato per non perderne un altro».

I segnali, del resto, ci sono tutti. Ieri, in un incontro locale in preparazione dell'assemblea regionale dell'Emilia Romagna che ci sarà oggi, si sa che il nome di Bersani è stato fatto per i 4 collegi uninominali della Camera di Bologna e per il plurinominale della Camera di Bologna, per l’uninominale del Senato di Bologna e il plurinominale di Bologna e Romagna. Idem Errani: uninominale e plurinominale a Bologna, Camera e Senato, e in più Camera plurinominale e uninominale a Ravenna. Un vero e proprio "assalto alla diligenza" che sembra ben diverso dal "tornare a fare gli attivisti" come promesso. È vero che le richieste multiple non sottintendono per forza una pluricandidatura ma evidenziano di certo l'intento di occupare tutte le caselle per avere poi le mani libere. «Sui territori assemblee pletoriche, che non decideranno nulla: Mdp vuole la metà più uno dei posti migliori, poi c'è Grasso poi la Boldrini e poi la Muroni» è il lamento di un iscritto di Sinistra Italiana. I mal di pancia, insomma, sono più di una semplice "voce" e anche se per ora nessuno ha intenzione di alzare la polemica sembra che il limite sia vicino.

E anche sulla corsa per le regionali le cose non sembrano andare meglio. Nel Lazio sembra ormai in dirittura d'arrivo il sostegno per il presidente (PD) Zingaretti. In Lombardia (nonostante tutte le rassicurazione da parte dei leader nazionali) sono in molti in MDP a chiedere di correre con Gori, appellandosi al "voto utile". Sul profilo Instagram di Liberi e Uguali * è comparso in giornata (poi rimosso) un messaggio sibillino che ha fatto infuriare i responsabili regionali di Sinistra Italiana e di Possibile: "Il nostro nemico, il nemico dei lavoratori, il nemico dell'uguaglianza e della libertà é la destra. In questi anni abbiamo visto la rinascita di questi movimenti anche e soprattutto nel nostro paese. Nostro compito non é solo quello di proporre un'alternativa vera alla sinistra di governo ma anche quello di impedire il proliferare di misure neoliberiste e fasciste. Ecco perché a volte é utile la compattezza, nei territori dove la presenza massiccia di questi partiti ci pone dinnanzi la responsabilità delle vite dei nostri concittadini. Uno di questi territori é la #Lombardia". Peccato che l'assemblea che dovrebbe decidere della Lombardia sia convocata per stasera e avrebbe dovuto "incoronare" Onorio Rosati come candidato alla presidenza.

Qualcuno deve avere pensato che fosse fin troppo facile, certo, ma così Liberi e Uguali rischia di essere molto diversa dalle aspettative. Ma davvero Grasso non ha nulla da dire? Ma davvero Civati (che dal PD è uscito fin da tempi non sospetti) accetta tutto questo? Ma è questa "l'alternativa" professata da Fratoianni? Forse sarebbe il caso di correre ai ripari, prima che sia troppo tardi.

* AGGIORNAMENTO 16.14: il profilo Instagram "Liberi e Uguali" ora non c'è più. Al suo posto è comparso un profilo "SinistraxGori" che ha cancellato tutti i contenuti precedenti e che continua a cancellare i commenti di molti utenti che scoprono di essere iscritti a una pagina che ha modificato nome e contenuti. I gestori del profilo dichiarano di essere "ragazzi di MDP" e chiariscono che "la base è tutta con Gori" ma non vogliono specificare la propria identità. Sempre meglio, insomma.