Nel momento in cui la leadership di Matteo Salvini appare più traballante che mai, il segretario della Lega annuncia: "Ci sarà una segreteria politica. Io più delego più sono contento". Salvini lo ha detto ieri sera, ospite della trasmissione Porta a Porta: nel pomeriggio lo aveva confermato durante la riunione con i coordinatori regionali. Con ogni probabilità nel nuovo organismo collegiale entreranno gli attuali tre vicesegretari, Giancarlo Giorgetti, Lorenzo Fontana e Andrea Crippa, ma anche i due capigruppo alla Camera e al Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. Dovranno affiancare il segretario nel definire l'indirizzo politico.

Chi entrerà nella nuova segreteria

"È un momento in cui la società ha bisogno di risposte precise quindi abbiamo creato dei dipartimenti. Quindi non c'è Salvini, c'è Salvini che è parte di una squadra con centinaia di brave persone", spiega Salvini durante la trasmissione. E aggiunge: "C'è il dipartimento per la disabilità con Locatelli, ce ne sarà uno sull'agricoltura e uno sul turismo…Quindi ci stiamo organizzando come un partito vecchia maniera. Non credo ai partiti di plastica, alla piattaforma Rousseau e al partito spot. Credo ai consiglieri comunali e regionali". Circolano già alcuni nomi su chi potrebbe andare alla guida dei vari dipartimenti. Si pensa all'ex ministro Gian Marco Centinaio all'agricoltura, Lucia Borgonzoni alla cultura, Alberto Bagnai all'economia, Erika Stefani all'autonomia, Giulia Bongiorno alla giustizia, Claudio Durigon al lavoro ed Edoardo Rixi alle infrastrutture.

Gli affondi a Salvini dal centrodestra

Intato Salvini affronta una fase delicata per quanto riguarda il suo ruolo di guida all'interno della coalizione del centrodestra. Da un lato, Giovanni Toti (Cambiamo!) ha detto chiaramente che al momento Salvini non si starebbe dimostrando capace di gestire la coalizione: "Matteo potrebbe essere l’architetto del centrodestra, ma al momento non mi risulta che abbia alcun progetto. Si concentra solo sulle sue battaglie, va per conto suo. Non ascolta chi gli vuole bene. E a forza di dare spallate, finisce per rimediare una lussazione dopo l’altra". E dopo i risultati delle elezioni regionali, da cui più che la Lega si sono rafforzate altre componenti del centrodestra, ha aggiunto: "Siamo ancora amici, almeno credo. Ma da lui e dai suoi mi aspettavo sorrisi e brindisi, non i musi lunghi di questi giorni. Questa dovrebbe essere la differenza tra il segretario di un partito e il leader di uno schieramento".

E anche Mara Carfagna (Forza Italia) è stata piuttosto chiara: "Il centrodestra deve ammettere che il quinquennio d’oro del populismo è finito. Può portare ancora voti a Lega e FdI ma spaventa i moderati, che restano a casa o si rivolgono ad altri. Questo dimostra che la recente gestione di Forza Italia si è mostrata inadeguata. Così non riusciremo ad arrivare al governo", ha detto. Salvini non risponde agli affondi, ma sempre a Porta a Porta si limita a dichiarare: "In Veneto avremmo potuto anche dire ‘Andiamo da soli, vinciamo da soli', e qualcuno voleva anche farlo, invece io ho detto: ‘C'è la squadra'. A me interessa la squadra".