Lavoratori stranieri, Fisco, stipendi e pensioni: le proposte della Cisl al governo
A un anno dalle prossime elezioni, Cisl ha presentato centoventi proposte su salari, pensioni, fisco e welfare: misure per recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione, un fondo per convogliare il risparmio privato verso gli investimenti produttivi, un conto personale per finanziare la formazione lungo tutta la vita lavorativa e nuove agevolazioni fiscali per i giovani.
“In Italia”, si legge nel “Libro Verde per il Patto sociale”, “pare essersi persa l’idea di futuro”. Però “non è un documento contro qualcuno”, dice a Fanpage.it la segretaria generale del sindacato, Daniela Fumarola: “È una proposta per il Paese. La Cisl non dà voti ai governi”.
L’obiettivo è trovare un accordo “tra governo e parti sociali responsabili” sui problemi economici e sociali del paese, come la bassa crescita della produttività, il carovita, l’inverno demografico e l’elevato debito pubblico. “Vogliamo guardare oltre la prossima scadenza elettorale. La Cisl è autonoma dagli schieramenti”, rivendica la segretaria, “e continuerà a proporre questa agenda a chiunque sarà chiamato a governare il Paese”.
Il Libro Verde e le richieste della Cisl in vista della prossima legge di bilancio
Il Libro Verde non è un programma definitivo, come precisa il sindacato, ma un documento pensato per aprire una discussione pubblica “che chiami in causa politica, istituzioni, forze sociali e mondo della cultura attorno a un Patto sociale. L’obiettivo è la redistribuzione equa dei vantaggi e dei costi delle transizioni”: rivoluzioni incrociate come l’intelligenza artificiale o il crollo delle nascite che, combinandosi, stanno trasformando il mercato del lavoro: la tempesta perfetta. “Non possono essere governate lasciando indietro lavoratori, famiglie, giovani e territori”, spiega Fumarola. A proposito della crisi demografica, per contrastarla almeno in parte il sindacato chiede "quote specifiche per immigrare in Italia riservate a chi si impegna a frequentare corsi di istruzione e formazione professionale" che mirano allo "sviluppo delle competenze richieste".
Nel testo si fa riferimento anche all’aggressione russa dell’Ucraina, “contro le demagogie di chi vuole l'Europa disarmata o subalterna a Mosca” e alla “preoccupante ascesa dell'estrema destra in Germania”, perché “il voto massiccio dei lavoratori all’Afd segnala che dove il lavoro non si sente ascoltato la sfiducia diventa consenso per l'estremismo”.
Fumarola ha indicato come primo banco di prova la prossima legge di bilancio. La Cisl ha chiesto alla maggioranza misure come un’ulteriore riduzione dell’Irpef sui redditi da lavoro, la detassazione della tredicesima, fisco leggero per i giovani neoassunti, più risorse per sanità e assistenza e la piena rivalutazione delle pensioni rispetto all’inflazione. Per ottenere le coperture bisogna puntare sulla lotta all’evasione, a un contributo sui superprofitti e a un maggior prelievo su rendite finanziarie e grandi patrimoni immobiliari.
Contrattazione, decentramento e fisco leggero come rimedi al carovita
“ll modello contrattuale italiano copre la quasi totalità dei lavoratori dipendenti”, premette il Libro Verde. “Per questo la strada maestra resta la contrattazione e non il salario minimo legale” (ma aggiunge che, laddove è debole, quest'ultima misura può essere una garanzia) o “automatismi sconfitti dalla storia”, come scrive Fumarola. Il riferimento è alla scala mobile, che adeguava automaticamente una parte dei salari all’aumento del costo della vita: quando cresceva l’inflazione, le retribuzioni salivano secondo un indice prestabilito. La Cisl chiede che i contratti reagiscano più rapidamente all’inflazione e che la perdita venga verificata e recuperata ogni anno, piuttosto che aspettare i rinnovi, che spesso richiedono molto tempo.
Inoltre, propone di rafforzare la contrattazione decentrata: in pratica, oltre al contratto nazionale di una categoria, lavoratori e imprese dovrebbero poter negoziare accordi aggiuntivi nella singola azienda, in un territorio o all’interno di una filiera produttiva. Nel Libro Verde si scrive di contratti nazionali “più cedevoli”, vale a dire con un margine più ampio per negoziare accordi locali. L’obiettivo resta distribuire ai lavoratori una parte maggiore degli aumenti di produttività e dei margini delle imprese.
Nel capitolo tasse il sindacato chiede di spostare il carico fiscale dai redditi da lavoro medio-bassi alle rendite finanziarie e immobiliari. Tra le proposte c’è anche una riduzione dell’attuale soglia di 85mila euro entro cui le partite Iva possono utilizzare la flat tax, perché l’attuale normativa “ha effetti fortemente regressivi”, cioè vantaggiosi per i cittadini più abbienti.
Un fondo per sostenere l’economia reale
L’Italia è un paese di risparmiatori: “Il portafoglio delle attività finanziarie delle famiglie è arrivato a quasi 6.300 miliardi di euro e la sola liquidità sfiora i 1.600 miliardi”. Tuttavia, quest’enorme ricchezza non rende come potrebbe perché rimane immobile o su conti non redditizi. Cisl propone di creare un fondo “per sostenere l’economia reale” con garanzie pubbliche, mobilitando “il risparmio delle famiglie e degli investitori istituzionali non speculativi, a partire dai fondi pensione, verso impieghi produttivi di lungo periodo e infrastrutture”.
Formazione e lavoro al tempo dell’Ai
Al tempo dell’intelligenza artificiale i lavoratori devono competere con la tecnologia; per poter stare al passo con lo sviluppo tecnologico, che corre sempre più velocemente, sono costretti a una riqualificazione continua. Per questo il Libro Verde propone di trasformare la formazione in un diritto che accompagna ogni persona per tutta la carriera, e non subentra solo quando perde il lavoro. Il perno di questa strategia sarebbe un Conto Personale Formazione: una dote individuale alimentata da risorse di Stato e Regioni, contratti collettivi, imprese e fondi interprofessionali, da utilizzare per corsi di aggiornamento o riqualificazione.
In generale, il sindacato chiede che l'Ai non venga introdotta nelle aziende senza coinvolgere i lavoratori. I loro rappresentanti dovrebbero essere informati e consultati sui cambiamenti nell’organizzazione del lavoro; anche le organizzazioni sindacali devono sviluppare nuove competenze tecniche, per poterne valutare gli effetti. L’obiettivo dichiarato è utilizzare l’Ai per aumentare le capacità delle persone, invece di considerarla soltanto uno strumento per sostituire lavoro umano.
Giovani, donne e pensioni
Tasse più basse sul lavoro fino a 35 anni, o fino a 39 per chi ha frequentato l’università o un Its, ed estese anche ad autonomi e parasubordinati: la Cisl chiama questa ricetta "la Start Tax".
Per aumentare l’occupazione femminile, invece, il sindacato punta soprattutto sui servizi: un Fondo nazionale per finanziare asili nido e assistenza domiciliare ad anziani e persone non autosufficienti, con livelli minimi garantiti in tutto il Paese; congedi di paternità più lunghi e piani di rientro dopo la maternità che aiutino le lavoratrici a riprendere gradualmente l’attività senza penalizzazioni professionali.
Sul fronte delle pensioni, la Cisl chiede regole più stabili, la stabilizzazione dell’Ape sociale e una pensione contributiva di garanzia per chi ha redditi bassi o carriere discontinue, con un importo minimo che cresca in base agli anni di contributi e che tenga conto anche dei periodi dedicati alla formazione e alla cura. Nel Libro Verde compare anche una proposta più strutturale: in futuro una parte del finanziamento della previdenza potrebbe non dipendere soltanto dai contributi versati sugli stipendi, ma anche dalla ricchezza prodotta dalle imprese, per esempio attraverso profitti o fatturato, così da compensare la possibile riduzione dei contributi dovuta all’automazione.