I pazienti oncologici chiedono più risorse da destinare alla cura del cancro. Anche e soprattutto in vista della fase 3 dell’emergenza Coronavirus, con il timore di una seconda ondata che potrebbe mettere di nuovo sotto pressione le strutture ospedaliere italiane. Così è stato lanciato un vero e proprio appello al governo da parte dei pazienti oncoematologici, oncologi ed ematologi. Con un webinar a cui hanno partecipato molti esperti, tra cui anche il presidente del Css Franco Locatelli, e organizzato per presentare il documento redatto dal Tavolo tecnico istituito dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e formato da oncologi, ematologi, cardiologi per gestire pazienti colpiti da queste patologie durante la pandemia. La premessa da cui si parte è anche economica, con una constatazione: i tumori costano alla sanità italiana circa 20 miliardi di euro l’anno e i costi diretti a carico di pazienti e famiglie sono stimati in 5,3 miliardi di euro. Quindi non solo servono più soldi, ma anche una riorganizzazione della gestione sanitaria con un maggiore supporto territoriale, che non si limiti ai servizi offerti dagli ospedali quindi.

Il documento del Tavolo tecnico

L’obiettivo del documento è quello di ridurre il rischio di infezione da Covid dei pazienti ma anche del personale sanitario. Come spiega Locatelli in questi mesi il sistema sanitario è stato messo sotto pressione, portando a dare “priorità assoluta ai malati Covid, ponendo così in una situazione di oggettiva difficoltà tutte le attività mediche”. Si è quindi arrivati a una parziale sospensione dei controlli medici, a una diminuzione delle visite oncologiche ambulatoriali e alla cancellazione di molti interventi chirurgici. Il rischio è che tutto ciò posso comportare un aumento di diagnosi di cancro in fase avanzata nei prossimi mesi e anni. Motivo in più per cui serviranno più fondi, che saranno necessari – secondo il documento – anche per riorganizzare la medicina del territorio, per evitare di scaricare tutto il peso sugli ospedali.

I malati in Italia e le spese in sanità

Dal documento emergono anche alcuni dati. In primis quelli sull’Italia, che conta 11 milioni di pazienti con patologie oncologiche, ematologiche e cardiovascolari. Il fondo sanitario nazionale previsto per il 2020, prima dell’emergenza Covid, era di 116 miliardi di euro. La spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil nel 2018 si attestava al 6,5%, decisamente meno di tanti altri Paesi europei come la Francia e la Germania che superano il 9%. Per quanto riguarda i pazienti malati di cancro, invece, i nuovi casi stimati nel 2019 sono stati 381mila. E anche per questo si chiede di aiutare queste persone, con una serie di richieste rivolte esplicitamente nel documento redatto dal tavolo di esperti. Si chiede di attivare il follow-up dei pazienti non più in trattamento, puntare maggiormente su screening e riabilitazione oncologica e si chiede di passare a una gestione delle cronicità attraverso strutture territoriali da creare ad hoc.