video suggerito
video suggerito

L’ambasciatore israeliano contro Tajani: “Pensa solo ai civili di Beirut. Forte attrito con governo italiano”

Duro scontro diplomatico tra Roma e Tel Aviv: l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled accusa il ministro degli esteri Tajani di ignorare le sofferenze del suo popolo nelle dichiarazioni sulla crisi in Libano: “Nelle sue dichiarazioni non c’è equivalenza, questo è motivo di attrito”. Il capo della Farnesina replica definendo inaccettabili i bombardamenti sui civili a Beirut.
Immagine

L'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, ha attaccato apertamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando di un forte "motivo di attrito" direttamente con il governo italiano: "Ho avuto alcune divergenze con il ministro degli Esteri italiano, perché le sue dichiarazioni includono sempre la sofferenza del popolo libanese, e non c'è dubbio che il popolo libanese stia soffrendo, ma non c'è l'equivalenza nel riportare anche la sofferenza delle comunità israeliane, che noi invece cerchiamo sempre di sottolineare" ha detto parlando con i giornalisti a margine di un briefing sulla situazione in Libano. Poi ha aggiunto: "E questo è un motivo di scontro con il ministro degli Esteri, e motivo di attrito che abbiamo con il governo italiano". 

Secondo Peled, l'Italia starebbe mostrando una solidarietà sbilanciata, colpevole di accendere i riflettori solo sui danni subiti da Beirut e di dimenticare la "situazione delle comunità del nord di Israele, costrette a fuggire per i continui lanci di missili da parte dei miliziani di Hezbollah".

Tajani: "Bombardare Beirut non c'entra con la sicurezza"

A far saltare i nervi alla diplomazia israeliana sono state, da ultime, le dichiarazioni rilasciate dal vicepremier a margine delle celebrazioni della Festa della Repubblica. Intervistato ai Fori Imperiali durante la parata del 2 giugno, Tajani aveva infatti commentato anche a Fanpage.it l'invasione militare israeliana contro il Paese confinante chiamando in causa direttamente la Casa Bianca: "Israele ha diritto a garantirsi sicurezza, ma bombardare Beirut non c'entra. Il governo italiano non può risolvere da solo la pace nel mondo. Sono soprattutto gli Stati Uniti che devono fermare Israele, noi continuiamo a fare la nostra parte". Il ministro degli Esteri aveva poi ribadito la posizione italiana contro i raid sui civili: "Noi l'abbiamo sempre detto che i bombardamenti sulla popolazione civile sono inaccettabili. Israele sbaglia a bombardare Beirut e la popolazione civile, è inaccettabile; è altrettanto inaccettabile che Hezbollah lanci missili contro la popolazione civile nel nord di Israele".

Video thumbnail

La strategia italiana: prima il cessate il fuoco, poi il disarmo di Hezbollah

E sulla strategia italiana nel conflitto, il capo della Farnesina aveva già spiegato la settimana scorsa che l'obiettivo primario resta l'accordo per lo stop alle armi: "Siamo per sostenere le legittime autorità libanesi, a cominciare dal Presidente Aoun, che è un grande amico dell'Italia. Siamo pronti a formare sempre di più le forze armate libanesi, come facciamo da anni, ma siamo pronti, una volta arrivato il cessate il fuoco, e ci auguriamo sia il prima possibile, perché si possa poi disarmare Hezbollah, che ha anche, questa organizzazione, una grande responsabilità per quello che accade". In quell'occasione, il vicepremier aveva inoltre sottolineato l'importanza del contingente di militari italiani schierato al confine sotto la bandiera della missione ONU Unifil, evidenziando il ruolo cruciale di mediazione che l'Italia starebbe cercando di mantenere nella regione.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views