La scelta della città di Genova: “Renderemo la città inospitale per i circhi con animali”

Rendere Genova inospitale per il circo con animali. Quella che sembra essere un semplice cavillo amministrativo, potrebbe segnare la fine di un'epoca. Una svolta, come ha raccontato una recente inchiesta di Fanpage con Lav e Fondazione Franz Weber, che può diventare realtà solo con la firma del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Nel frattempo c'è chi tenta di alzare un muro e tracciare un sentiero con gli strumenti che ha a disposizione. Stiamo parlando del Comune di Genova che sceglie di muoversi nella direzione del cambiamento, mentre un intero settore resta sospeso tra passato e futuro. A spiegarlo è Francesca Ghio, che della Superba è Vicepresidente del Consiglio Comunale e delegata alle politiche degli animali. La battaglia che porta avanti l'esponente di AVS è chiara e non la nasconde: burocratizzare, il più possibile, la strada ai circhi con animali per ottenere i permessi per entrare sul suolo della capitale della Liguria.
"Si tratta di rendere l'habitat inospitale, rendendo la questione complicatissima", spiega a Fanpage.it. "Solo per capire che documenti produrre ti passa la voglia". Per farlo Francesca Ghio punta a cambiare il regolamento comunale entro il prossimo autunno. E lo fa a pochi mesi dalla scadenza, non più rimandabile, della firma del decreto attuativo da parte del Ministro Giuli. Decreto che renderebbe operativa la legge con cui si punta al graduale superamento degli animali nei circhi. Ma da dove parte questa sorta di chiamata alle armi genovese? Facciamo un passo indietro.
Una battaglia burocratica che parte dal basso
Il casus belli da cui nasce tutto è stato l'imminente arrivo a Genova dello spettacolo del "Circo Africa" di Paolo Orfei, in programma dal 12 al 16 febbraio 2026. La consigliera Ghio, in quell'occasione, chiede la documentazione completa all'ufficio comunale preposto. Il risultato è che la Giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis nega le autorizzazioni per l'attendamento al circo. La richiesta, come da regolamento, andava presentata entro 60 giorni. Le motivazioni riguardano proprio le tempistiche giudicate, come si legge, "a breve distanza dalla data della prevista installazione" e la mancanza di documentazione specifica.
"Mancando questi documenti, spiega Ghio, abbiamo avuto il pretesto per essere molto stringenti. Io non vorrei concedere mai i permessi, ma la legge lo consente. Bisogna modificare il regolamento comunale e al suo interno andrò a fare due cose, per quella che possiamo chiamare battaglia circhi. La prima è aumentare i tempi sui permessi. Quindi invece di 60 se posso metterò 90 giorni. Se non posso 90, metterò 75. Quindi 75 giorni prima mi devi fornire tutta la documentazione per gli animali che porti in città. È molto difficile, sono tempi molto lunghi. Quindi chiunque operi nel settore fa fatica. Sono tutti documenti che Comune e Regione devono avere come garanzia su come sono tenuti gli animali. In modo più dettagliato possibile, per ogni categoria di animale. Con le modifiche che vorrei fare già da autunno 2026, conclude la consigliera, rendo questi documenti ancora più dettagliati".
La mozione per chiedere il superamento degli animali nei circhi
Si tratta, secondo la strada tracciata da quel momento in poi, di rendere l'habitat inospitale. Rendendo la questione dei permessi complicatissima. "Sono gli unici strumenti che abbiamo come amministrazione locale. Il mio è un lavoro dal basso, spiega la consigliera Ghio, vogliamo contaminare il più possibile le piccole amministrazioni, per insegnare che hanno degli strumenti per rendere inospitali le loro città ai circhi con animali. In modo che di fatto questi circhi non sappiano più dove andare. I circhi senza animali invece sono benvenuti".
Nel frattempo però Genova non punta solo alla modifica del regolamento comunale. Ma chiede che il Governo firmi il decreto attuativo entro la fine di questo anno. Il 3 febbraio 2026, poco dopo aver negato i permessi di attendamento al circo di Paolo Orfei, all'unanimità il consiglio comunale genovese approva una mozione. In cui si mette nero su bianco, tra gli altri punti, l'impegno a sollecitare formalmente il Governo affinché "venga presentato con la massima urgenza lo Schema di Decreto Legislativo per il superamento dell'uso degli animali nei circhi, chiedendo che possa essere inserito un termine per la dismissione totale".
I Comuni però non possono decidere di negare la possibilità di attendamento, qualora tutta la documentazione sia completa. Perché, va ricordato, non essendo ancora stato firmato il decreto attuativo, i circhi con gli animali sono previsti dalla legge. Lo sa perfettamente anche Francesca Ghio, che aggiunge: "Non è favoreggiamento, mi attengo a dei regolamenti. Non è una posizione personale. Ma nel 2026 non è pensabile dover spiegare perché non è educativo vedere degli animali, che dovrebbero vivere in spazi immensi, rinchiusi in gabbie a fare dei giochi con il pallone".
L'inchiesta di Fanpage, Lav e Fondazione Franz Weber
Nelle scorse settimane, dopo mesi di infiltrazione, questo giornale ha pubblicato un'inchiesta che ha testimoniato abusi e violenze subiti dagli animali in diversi circhi in tutta Italia. Da quell'indagine investigativa sono scaturite due interrogazioni parlamentari, che attendono risposta, a firma di Francesco Emilio Borrelli e Alessandra Maiorino, indirizzate al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L'inchiesta ha mostrato, per la prima volta, cosa accade quando si spengono le luci dei riflettori sotto il tendone del circo. Vessazioni non solo sugli animali, ma anche sui lavoratori. Il sistema evidenziato dalla nostra infiltrazione ha mostrato come l’universo dei circhi non si sostenga solo grazie ai biglietti venduti, ma a volte anche grazie a finanziamenti pubblici.