Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ritiene che l’esperienza politica dei 5 Stelle sia ormai al capolinea e che Giuseppe Conte potrebbe rinunciare alla guida dei pentastellati. In un’intervista a la Repubblica, Renzi spiega il suo punto di vista, parlando della possibilità di un campo del centrosinistra largo: “Per me l'esperienza dei 5 Stelle è al capolinea. E dubito che Conte – che si definisce equidistante da destra e sinistra – accetti di guidare il Movimento. Non mi stupirei se alla fine rinunciasse: troppe tensioni a cominciare dalla rissa sul terzo mandato. Non sottovaluti la questione giudiziaria. Noi avremo un processo sul finanziamento illecito solo perché un magistrato dice che la fondazione che organizzava la Leopolda era in realtà un partito. Si immagina cosa accadrà quando gli inquirenti entreranno nel rapporto tra la Casaleggio, il Movimento, Rousseau, i gruppi parlamentari? Non mi stupirei se Conte provasse a fare qualcosa da solo. Credo gli convenga”.

Renzi prende spunto dall’apertura del segretario del Pd, Enrico Letta, a un centrosinistra largo e risponde a chi gli chiede se Italia Viva sia dentro o fuori questa possibile coalizione: “Noi dentro, i Cinque Stelle no. Questa è anche la tesi di chi, tra i dem, ha visto all'opera i grillini a cominciare dai romani che hanno subìto l'amministrazione Raggi”. Per il senatore di Iv non importa la crescita nei sondaggi del M5s, contrariamente a quanto avviene per il suo partito: “Questo interessa a chi confonde la politica con il Grande Fratello. Eppure nella recente crisi abbiamo dimostrato che il Parlamento non è Facebook. Noi abbiamo fermato Salvini nel 2019 e creato le condizioni per il governo Draghi nel 2021. Siamo orgogliosi di questo, ma non basta. Nei prossimi giorni organizzeremo meglio Italia Viva”.

A chi gli contesta che l’operazione di Iv abbia riportato Matteo Salvini al governo, Renzi replica: “Abbiamo salvato il Paese, svoltando sui vaccini e mettendo in sicurezza il debito pubblico con Draghi. Per me è positivo che la Lega abbia accolto l'appello di Mattarella: sembrava impossibile due anni fa quando Salvini imperversava per le spiagge e Di Maio flirtava con i gilet gialli”. Sulle riaperture, l’ex presidente del Consiglio sostiene che non ci sia un cedimento del governo alle richieste della Lega: “Non è l'influenza della Lega, è la leadership di Draghi a fare la differenza. Con Draghi è cambiata l'immagine dell'Italia nel mondo e abbiamo svoltato su vaccini e riaperture. Sbaglia chi lascia a Salvini questa bandiera: dobbiamo intestarcela noi, sia sulla scuola che sulle attività commerciali. Non di solo pubblico impiego vive l'Italia. E non di sola dad possono vivere i nostri figli”.

Riaprire dal 26 aprile a qualcuno, però, sembra un’azzardo: “Anche lasciare milioni di persone senza stipendio, chiusi in casa senza prospettive quando un quarto degli italiani ha già avuto il virus o la prima dose di vaccino è un azzardo. Ripartiamo, con prudenza ma ripartiamo”, risponde il senatore di Italia Viva. Infine, Renzi parla della mozione di sfiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo a chi lo accusa di non averlo sostenuto a sufficienza: “Noi votiamo contro la mozione di sfiducia, che è un mediocre giochino di Giorgia Meloni per acquisire consenso. E tuttavia avanzare dubbi sulla gestione del ministero non è lesa maestà”.