Il mondo della politica festeggia il centenario del Partito Comunista Italiano. Il 21 gennaio 1921 la nascita, a Livorno, da una scissione dal Partito Socialista di Filippo Turati: dal Teatro Goldoni al Teatro San Marco, dove fu fondato il Partito Comunista d’Italia, la prima di una storia di scissioni. L’attività della neonata forza politica prosegue fino al 1926, quando diventa clandestino. Lo rimarrà fino al 1943, fino a che non terminerà la dittatura fascista. Poi rinasce come Partito Comunista Italiano, il Pci, che sarà il gruppo politico comunista più grande e importante di tutto l'Occidente.

Per l'ex ministra, Teresa Bellanova, il Pci è un "riferimento imprescindibile per tanti di noi". E anche "se oggi il partito non esiste più, esistono ancora quei principi di uguaglianza, libertà, democrazia, riformismo che abbiamo il dovere di promuovere sempre", scrive su Twitter. "Bella storia il Pci", scrive Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana. "Fu un prezioso canale di collegamento tra le lotte dei lavoratori e le istituzioni rendendo possibile così le grandi riforme degli anni '70", commenta Maurizio Landini, segretario della Cgil, nello stesso giorno in cui il sindacato, la sinistra e tutta l'Italia dà il suo addio a Emanuele Macaluso.

Il deputato del Partito Democratico, Andrea Rossi, scrive su Twitter: "Il solo fatto di aderire a quei valori e a quegli ideali, che si sceglievano come obiettivo comune, poteva riempire degnamente una vita". Il Pd festeggia anche i cento anni di Marisa Rodano sui social: "Un pezzo di storia del nostro Paese, donna tra le donne, antifascista e partigiana".