In questi giorni sono molti i siti che stanno riportando notizie false sul coronavirus. Alcuni di questi appartengono alla galassia sovranista e in diversi casi hanno collegato l'epidemia ai barconi che dall'Africa attraversano il Mediterraneo per raggiungere l'Europa, utilizzando una retorica di questo tipo per chiedere ancora una volta la chiusura dei porti. Qualche giorno fa a Gubbio, in provincia di Perugia, un commento apparso su Facebook sotto uno di questi articoli ha scatenato diverse polemiche. "Magari ci mette lo zampino il coronavirus", ha scritto un'insegnante ed ex candidata nelle elezioni comunali con la Lega, commentando una di queste fake news.

Subito sono esplose le polemiche, specialmente in quanto la frase controversa arriva da Sabina Venturi un'educatrice per l'infanzia e una nota figura politica a Gubbio: infatti, dopo la vittoria del centrosinistra alle amministrative, la donna è entrata a far parte della commissione Pari Opportunità del Comune. Un ruolo pubblico che stona con un commento in cui viene di fatto augurato il coronavirus ai migranti provenienti dall'Africa come soluzione all'emergenza dell'immigrazione. Va specificato che al momento nel continente africano è stato registrato un unico caso di coronavirus, confermato dalle autorità egiziane.

Il Comune prende le distanze

Sulla vicenda è anche intervenuta la commissione comunale, che tramite un comunicato stampa ha voluto prendere le distanze dalle affermazioni di Venturi. Giorgia Gaggiotti, presidentessa della commissione, ha scritto su Facebook:

"In merito ai fatti avvenuti nella giornata di oggi e che hanno visto protagonista una componente della Commissione Pari Opportunità di Gubbio, riteniamo doveroso prendere le distanze dai contenuti espressi, contenuti che sono in totale discordanza coi principi che ispirano la nostra attività.
Pur trattatandosi, forse, di una leggerezza, il ruolo che ricopriamo ci impone di avere lo stesso atteggiamento di apertura e ascolto verso tutti coloro che faticano a vedere riconosciuti i propri diritti, anche qualora non si tratti di donne, poiché il rispetto mancato a uno è rispetto mancato a tutti, il diritto negato ad un solo essere umano è il diritto negato per tutti. Ci tengo, quindi a precisare che sono esternazioni fatte a titolo assolutamente personale dal suo profilo social privato e, con quanto suscritto, credo di rappresentare il pensiero di tutte le componenti.
La Commissione Pari Opportunità di Gubbio si riunirà in via straordinaria nei prossimi giorni per effettuare una accurata verifica interna prima di esprimere ufficialmente posizioni che, per regolamento, possono essere assunte soltanto in maniera collegiale. Nel frattempo invitiamo tutti a non scendere a livelli dialettici poco edificanti".

Anche il sindaco e la Giunta hanno deciso di intervenire sulla vicenda, definita come una "dichiarazione inqualificabile da parte di un'insegnante, nonché consigliere di parità". Il Comune, sempre attraverso i social, ha parlato di un "fatto gravissimo" e un "pensiero generale non conciliabile con il ruolo di docente, né con quello di rappresentate di un'istituzione": prendendo le distanze, l'amministrazione comunale ha quindi comunicato che, una volta svolti tutti gli accertamenti necessari, assumerà "tutte iniziative e le misure necessarie volte anche a tutelare gli studenti e tutti i docenti che ogni giorno, anche a costo di enormi sacrifici, permettono alla scuola italiana di svolgere il suo fondamentale ruolo educativo".

Il sindaco e la Giunta hanno quindi sottolineato come dalla scuola dovrebbe, prima che in qualsiasi altro luogo, "propagarsi il monito universale della pace e dell’antirazzismo, contro ogni intolleranza, ogni omofobia e discriminazione, nell’accoglienza reciproca di tutti, nella valorizzazione delle diversità, dall’omosessualità alle differenze di genere e a tutte le prerogative interreligiose e le caratteristiche culturali". Quindi, in conclusione: "Rifiutiamo convintamente ogni tipo di discriminazione e di politica dell'odio in un mondo che necessita di pace a livello sociale ed istituzionale, locale e globale".

Le scuse dell'insegnante

L'insegnate più tardi si è scusata per le sue parole. "Mi scuso ha perfettamente ragione, forse odio la violenza e mi sono fatta prendere dai post, che pubblicano atti violenza e furti di queste persone. So che non mi crederete ma sono molto dispiaciuta dell’accaduto. Tengo a far sapere che non sono un'insegnante della primaria ma dell’infanzia, opero con bambini di 3 anni a cui non potrei certo trasmettere nulla. Oltre a ciò ho molti bambini stranieri e famiglie che ho sempre aiutato e che mi adorano e adoro, ripeto non so cosa mi ha preso leggendo quei post di violenza. Ho reagito con rabbia, scusate ancora, perdonatemi, comunque ho ripubblicato il post con le mie scuse pubbliche, anche se è una bella lezione per me", ha scritto su Facebook. Più tardi ha pubblicato un altro commento in cui ha annunciato di aver dato le dimissioni dal partito, la Lega, "che non c'entra nulla e che non deve essere coinvolto". Concludendo: "Mi allontano da tutto ciò che rappresento. Gli sbagli si pagano, ma umanamente non sono quella che sono apparsa".