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Coronavirus
27 Agosto 2021
12:41

“Guariti dal Covid devono comunque vaccinarsi anche se hanno gli anticorpi”: le indicazioni del Cts

Fabio Ciciliano, membro del Cts, ribadisce che anche le persone che hanno contratto la malattia e l’hanno superata devono immunizzarsi, anche se hanno un alto numero di anticorpi: “Il vaccino non è assolutamente controproducente”, e “dobbiamo pensare in una logica di massima tutela e di massima precauzione”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Anche le persone che hanno contratto la malattia devono sottoporsi a vaccinazione. Lo ha ribadito il Comitato tecnico scientifico, per bocca di Fabio Ciciliano. Il membro del Cts spiega a ‘Radio anch'io', su RaiRadio1, che le persone che hanno avuto il Covid e che ora hanno anticorpi solidi "devono comunque vaccinarsi: il vaccino non è assolutamente controproducente", e "dobbiamo pensare in una logica di massima tutela e di massima precauzione".

Ciciliano aggiunge che "il virus, e la malattia che da questo deriva, è piuttosto nuovo. Ricordiamoci che la campagna vaccinale nel mondo è cominciata all'inizio di quest'anno e che per motivi di precauzione si è deciso di effettuare un ‘booster', una dose accessoria, successiva, entro i 12 mesi dalla guarigione della persona, proprio perché, soprattutto all'inizio, non avevamo i dati che si stanno analizzando adesso riguardo al fatto che la copertura anticorpale perdurasse nel tempo".

Alle perplessità di questa categoria di persone ha risposto su Fanpage.it anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo): "Ad oggi, per ragioni di prudenza, conviene che anche un guarito riceva una dose di vaccino, anzi di richiamo, visto che chi si è ammalato ha già gli anticorpi. Questi hanno una loro vita media, dopo sei mesi decadono".

"Sicuramente la dose di richiamo per un guarito non fa male, aumenta soltanto il numero degli anticorpi in circolo. Man mano che i dati arrivano si può valutare se la posizione assunta dal Cts può essere modificata. In linea generale si può dire che chi contrae una malattia è immune, è sempre stato così nella storia della medicina. Se il meccanismo è valido per gli altri virus non vedo perché non dovrebbe essere valido anche per il Covid. La prescrizione degli scienziati, che raccomandano una dose di richiamo ai guariti, è più prudenziale che scientifica", ha spiegato ancora Anelli.

Cts conferma prolungamento durata green pass

Fabio Ciciliano, membro del Comitato Tecnico Scientifico, sempre ai microfoni di ‘Radio anch'io', conferma l'orientamento del Cts sul prolungamento del green pass per i vaccinati, con un'estensione da 9 a 12 mesi: "Sulla base della produzione scientifica internazionale stiamo monitorando e registrando tutta la parte che attiene alla quantità di anticorpi neutralizzanti prodotti a seguito di immunizzazione che può essere di tipo naturale, come nel caso della malattia e della guarigione successiva, o come nel caso del contagio e della positività nei soggetti che poi restano asintomatici oppure nella immunizzazione indotta dal ciclo vaccinale con la produzione degli anticorpi".

"Questa produzione scientifica internazionale mette in evidenza due cose: la prima è che la quantità di anticorpi circolanti non si riduce di molto nel periodo che vai 9 ai 12 mesi e un altro dato molto importante è che la competenza immunologica, ossia la capacità di proteggersi dal virus, indipendentemente dalla quantità di anticorpi rimane conservata. Ecco perché si sta ragionando se allungare o meno la durata del Green Pass dai 9 ai 12 mesi". Il governo attende ancora il parere tecnico ufficiale del Comitato, per cambiare la norma sulla certificazione verde.

Ciciliano spiega perché è importante vaccinarsi

L'esperto del Cts conferma anche l'importanza dell'avanzamento della campagna vaccinale, come strategia per bloccare la circolazione del virus: "Maggiore è la circolazione virale, maggiore è, ovviamente, la possibilità di contagiarsi. I vaccinati contribuiscono a ridurre la circolazione virale in una popolazione: più si è vaccinati, meno il virus circola".

Ciciliano sottolinea che "nelle persone che accolgono il virus all'interno del proprio corpo, anche se vaccinate, il virus non si replica e questo significa che la presenza del virus in queste persone può avere una carica di contagio soprattutto verso quanti non sono vaccinati e immunizzati". L'esponente del Cts spiega infine che "se la popolazione generale fosse tutta vaccinata questo problema non si porrebbe. Con il passare del tempo il virus scomparirebbe o si ridurrebbe in maniera molto sostanziale nella sua circolazione".

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