Geithner, il governo gela Berlusconi: “È solo un caso letterario”
Sulle rivelazioni dell'ex segretario del Tesoro Usa Tim Geithner il governo non assumerà nessuna iniziativa. A gelare le richieste di Silvio Berlusconi e degli esponenti di Forza Italia che chiedevano interventi dell'Esecutivo è stato il sottosegretario Ivan Scalfarotto in Aula alla Camera. "Non appare opportuno a questa Presidenza del Consiglio, in questo momento, assumere particolari iniziative" ha spiegato l'esponente del governo, sottolineando: "Si tratta di una vicenda che ai nostri occhi appare avere una caratura più letteraria che storica in questo momento". "In assenza di ulteriori elementi di fatto le indiscrezioni di cui abbiamo letto in questi giorni non sembrano tali da sovvertire un elemento fattualmente incontestabile e cioè che le dimissioni dell’allora Presidente del Consiglio, Berlusconi, maturarono all’interno di una dinamica che è completamente di politica interna e quindi ha a che fare con la politica interna e con la politica parlamentare" ha proseguito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, aggiungendo: "Il Quirinale, il 14 maggio, ha ricostruito in modo autorevole le vicende, dicendo che il Presidente del Consiglio responsabilmente e liberamente rassegnò le proprie dimissioni".
"Eventuali aspirazioni e identità esterne, peraltro non vengono spiegate nel libro di Geithner, ove mai arrivassero dettagli a confortare questa indiscrezione e darle un minimo di credibilità, dobbiamo desumere che siano rimaste comunque allo stato di meri auspici perché poi le azioni nelle quali queste aspirazioni avrebbero dovuto concretarsi, e cioè il blocco di ogni sostegno all’Italia da parte del Fondo monetario internazionale, di fatto, non vennero mai a verificarsi anche perché l’Italia non chiese di avere accesso al sostegno del Fondo monetario internazionale" ha concluso Scalfarotto. Parole non gradite al capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, che ha commentato: "Prendo atto delle risibili risposte date in Aula dal governo. La prima, i servizi italiani non sanno nulla. La seconda, la presidenza del Consiglio dei ministri non intende assumere iniziative per appurare ciò che accadde in quell'estate-autunno del 2011. Entrambe le cose non ci meravigliano".